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MANOVRA/ 1. Le Regioni hanno torto, ricevono un sacco di soldi dallo Stato

Pubblicazione:giovedì 8 luglio 2010

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Mi permetto di dire che certe Regioni sono più virtuose di altre grazie ai nostri soldi: avendo basi imponibili dell’Irap e delle addizionali Irpef più elevate di altre, hanno più entrate e quindi più facilità a far quadrare i bilanci. Sarebbe quindi improponibile chiedere a chi è più “povero” di fare sacrifici maggiori di chi è più “ricco”.

 

Perché allora le Regioni stanno protestando?

 

Lo scopo è puramente politico. Errani e le Regioni del centrosinistra vogliono poter arrivare a dire che la colpa dei tagli è di Berlusconi. Vogliono incontrare il Premier non per ottenere qualcosa da lui (sanno benissimo che non ci riusciranno), ma perché lui metta la propria faccia sui sacrifici richiesti. Formigoni cerca invece di coinvolgere Berlusconi nella sua personalissima battaglia politica, mentre potrebbe cercare di risolvere la questione all’interno del Pdl.

 

Dunque secondo lei Berlusconi avrebbe dovuto declinare l’invito a incontrare le Regioni?

 

Mi chiedo perché le Regioni non possano discutere della questione con il ministro Fitto, che è quello competente per materia. Probabilmente perché lo ritengono un ministro di serie B. Il Presidente del Consiglio non ha però certamente il compito di incontrare gli enti locali. Se loro dicessero che hanno da fare una proposta a Berlusconi, allora potrebbero eventualmente lamentarsi se rimanessero inascoltate.

 

Cosa intende dire?

 

A differenza di quanto fatto la settimana scorsa da Confindustria e Rete Imprese Italia, le Regioni non ha ancora fatto nessuna proposta. Non hanno detto quale sarebbero i settori in cui non vorrebbero che ci fossero i tagli, né quali potrebbero essere i mezzi di copertura alternativi. Non si capisce quale dovrebbe essere l’oggetto dell’incontro con Berlusconi. In questo sembrano avere un atteggiamento più chiuso della Fiom, che a Pomigliano d’Arco chiede di iniziare le trattative su quello che è stato già oggetto del referendum tra i lavoratori di Fiat.

 

Errani ha però spiegato che è stato lo stesso Berlusconi, dall’America Latina, a promettere che ci avrebbe pensato lui a risolvere la querelle.

 

Il riferimento di Berlusconi penso fosse in generale sulla manovra, dato che nei giorni in cui era in viaggio continuavano a circolare notizie, poi smentite, come quelle sui tagli alle tredicesime. Per segnalare il fatto che intendeva cercare di mettere freno a una situazione caotica ha detto “ci penso io”. Magari, una volta tornato in Italia, gli è stato spiegato, attraverso la relazione sul federalismo, che la protesta delle Regioni è immotivata.

 

Resta comunque la minaccia delle Regioni, per voce di Formigoni, di rimettere allo Stato le competenze che sono state loro trasferite.

 

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COMMENTI
08/07/2010 - Perplesso. (Massimo Limonta)

Abito in Lombardia, la regione più produttiva d'Italia . Mi risulta (vado a memoria, potrei sbagliare) che "riceve" dal Governo centrale meno del 20% delle tasse che versano i suoi abitanti. Vorrei sottolineare solo alcuni esempi della gestione dei NOSTRI soldi (nel senso che li abbiamo guadagnati e li versiamo in cambio di qualcosa) a livello regionale o statale: la sanità (gestita dalla Regione) è ottima, ci sono la dote scuola, aiuti per disabili ed anziani oltre ad altre ottime iniziative. Le infrastrutture, che dipendono anche da Roma (Pedemontana, BreBeMi, la gestione di Malpensa, ora anche l'EXPO), sono in perenne ritardo con conseguenti disagi e perdite di tempo (le autostrade tra Milano, Varese e Brescia sono perennemente sovraccariche s e non bloccate. Non vedo cosa dovremo fare di più.......

 
08/07/2010 - QUALE RIFORMA SNELLA DELLO STATO MINISTERIALE? (bruno angelini)

"Quelle che bisogna eliminare sono le leggi utili, utilissime al governo politico centrale e a quello amministrativo degli enti periferici per giustificare, nel migliore dei casi – secondo la definizione weberiana – la propria stessa esistenza; nel peggiore, per ricavarne vantaggi in termini di potere o addirittura pecuniari………………Sarebbe ora che si prendesse atto che la sola e vera questione morale sono la carenza di cultura liberale, o semplicemente civica, di una classe politica che non si sa se sia più incompetente o più truffaldina, ovvero entrambe le cose, cioè inconcludente e cialtrona; il gigantismo dello Stato; la complessità amministrativa e normativa che alimenta parassitismo e clientele; la produzione di beni e servizi da parte della mano pubblica anziché da parte privata; la funzione allocativa e redistributiva delle risorse affidate alle leggi invece che al mercato; la rendita di posizione della burocrazia, centrale e periferica, e dello stesso ceto politico”..(Piero Ostellino “Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia”. pag. 114) Il dott. Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, incrementa e sviluppa l'impaccio degli elettori del PDL sulla politica governativa e, in particolare,della federalista Lega perseguita fino al momento che ha visto alcuni suoi ministri gestire i Ministeri della Roma ladrona.(bruno angelini rimini)