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Economia e Finanza

MANOVRA/ 1. Le Regioni hanno torto, ricevono un sacco di soldi dallo Stato

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Trovo sia sbagliato fare certi discorsi solo per il fatto che le Regioni non riescono a gestire un taglio della loro spesa. Tremonti, nella già citata relazione, ha spiegato che questa operazione di tagli è preliminare all’attuazione del sistema federale, che non significa passare le funzioni dallo Stato alle Regioni ingrassando quest’ultime di risorse. Lo scopo è creare un sistema più leggero, compreso quello delle Regioni. Esse stanno per ricevere maggiori poteri di entrate e di spesa e devono quindi dimostrare di essere affidabili.

 

Tremonti avrà pur commesso qualche sbaglio in questa vicenda.

 

Ha sbagliato a incolpare le Regioni del Sud per l'utilizzo dei fondi, parlando di “cialtroneria”. Non solo per la parola che ha usato, ma anche perché gli errori non sono oggettivi: sono stati commessi dalle amministrazioni di determinate Regioni e ora ci sono dei nuovi amministratori che si spera possano far meglio. Non dimentichiamoci poi che per fare una spesa regionale, specie per opere pubbliche, esistono incombenze e procedure pazzesche.

 

A inizio settimana è rientrata la protesta di Confindustria e Rete imprese Italia. Il loro appello era motivato?

 

Una parte della protesta era giusta: quella sui giorni stabiliti come limite di validità della sospensione dei crediti tributari presunti. In sostanza si voleva reintrodurre la clausola del solve et repete: in caso di avviso di accertamento si sarebbe dovuto pagare prima di poter presentare ricorso. Cosa non da poco, dati i tempi necessari per una sentenza. Le altre richieste mi sembravano eccessive, un po’ perché sono contrario alla compensazione tra crediti (che vengono presunti dal contribuente) e debiti verso l’erario, un po’ perché incentivare i certificati verdi vorrebbe dire far sostenere alla collettività delle spese (dai ritorni spesso incerti) al posto delle imprese.

 

Germania, Inghilterra e Francia hanno varato manovre più consistenti della nostra. Siamo sicuri che non sia necessario un saldo superiore a 25 miliardi di euro?

 

La nostra manovra è effettivamente più piccola rispetto a quella di altri paesi, ma lo scopo di questo provvedimento è di portare il deficit al 2,7% del Pil. Poiché l’Italia non aveva nel 2009 e nel 2010 un deficit molto alto, bastano questi tagli correttivi e un po’ di crescita per raggiungere il risultato. In altri Stati, dove il deficit è balzato più in su, i sacrifici necessari a riportare la situazione sotto controllo sono ovviamente maggiori.

 

Resta però il fatto che il nostro debito pubblico è altissimo.

 

Naturalmente questo problema esiste. Se però facessimo una manovra troppo dura si metterebbe a rischio la ripresa economica. Inoltre, la situazione delle banche e del risparmio delle famiglie rende l’Italia più solvibile rispetto ad altri paesi che hanno un rapporto debito/Pil inferiore come la Spagna. L’unica cosa eventualmente da fare per accentuare la manovra è mettere seriamente mano alle pensioni, ma né Tremonti, né Sacconi, né i sindacati sembrano disponibili a farlo.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
08/07/2010 - Perplesso. (Massimo Limonta)

Abito in Lombardia, la regione più produttiva d'Italia . Mi risulta (vado a memoria, potrei sbagliare) che "riceve" dal Governo centrale meno del 20% delle tasse che versano i suoi abitanti. Vorrei sottolineare solo alcuni esempi della gestione dei NOSTRI soldi (nel senso che li abbiamo guadagnati e li versiamo in cambio di qualcosa) a livello regionale o statale: la sanità (gestita dalla Regione) è ottima, ci sono la dote scuola, aiuti per disabili ed anziani oltre ad altre ottime iniziative. Le infrastrutture, che dipendono anche da Roma (Pedemontana, BreBeMi, la gestione di Malpensa, ora anche l'EXPO), sono in perenne ritardo con conseguenti disagi e perdite di tempo (le autostrade tra Milano, Varese e Brescia sono perennemente sovraccariche s e non bloccate. Non vedo cosa dovremo fare di più.......

 
08/07/2010 - QUALE RIFORMA SNELLA DELLO STATO MINISTERIALE? (bruno angelini)

"Quelle che bisogna eliminare sono le leggi utili, utilissime al governo politico centrale e a quello amministrativo degli enti periferici per giustificare, nel migliore dei casi – secondo la definizione weberiana – la propria stessa esistenza; nel peggiore, per ricavarne vantaggi in termini di potere o addirittura pecuniari………………Sarebbe ora che si prendesse atto che la sola e vera questione morale sono la carenza di cultura liberale, o semplicemente civica, di una classe politica che non si sa se sia più incompetente o più truffaldina, ovvero entrambe le cose, cioè inconcludente e cialtrona; il gigantismo dello Stato; la complessità amministrativa e normativa che alimenta parassitismo e clientele; la produzione di beni e servizi da parte della mano pubblica anziché da parte privata; la funzione allocativa e redistributiva delle risorse affidate alle leggi invece che al mercato; la rendita di posizione della burocrazia, centrale e periferica, e dello stesso ceto politico”..(Piero Ostellino “Lo stato canaglia. Come la cattiva politica continua a soffocare l’Italia”. pag. 114) Il dott. Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, incrementa e sviluppa l'impaccio degli elettori del PDL sulla politica governativa e, in particolare,della federalista Lega perseguita fino al momento che ha visto alcuni suoi ministri gestire i Ministeri della Roma ladrona.(bruno angelini rimini)