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MANOVRA/ 2. Il caos di Tremonti attira gli speculatori sull’Italia

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Se i mercati giungeranno alla certezza dell’incapacità da parte del governo di dar vita a una simile operazione, allora l’Italia potrebbe cadere nella cosiddetta “trappola del debito”. In uno scenario simile, i costi crescenti per ottenere credito porteranno a una crescita molto rapida della ratio debito/Pil, lasciando il paese e chi lo governo con l’unica opzione del default. Se accadrà tutto questo, ovvero il governo andrà in default sui suoi debiti e gli investitori saranno obbligati a una ampio haircut, all’incirca del 50%, questo porterà al collasso del capitale tier one dell’80% delle banche italiane, causando un tempesta nel mercato finanziario interno».

 

Stando ai calcoli di Bootle, il rischio di perdita per gli investitori esteri in Italia è di circa 400 miliardi di euro: «L’incertezza riguardo quali banche sarebbero maggiormente colpite da uno scenario simile porterà con sé una contrazione del mercato interbancario e potrebbe innescare una nuova, profonda recessione». Nero su bianco, il sottoscritto si è limitato a tradurre letteralmente il contenuto letterale del report: il quale, ovviamente, punta tutto - strumentalmente - su un “worst case scenario”, visto che l’Italia sta comunque strutturalmente meglio dei altri Piigs e gode, a differenza di altri paesi, di una forte e consolidata predisposizione al risparmio privato oltre che a una trentennale gestione del debito.

 

Il problema è che quando vengono pubblicati report simili, i mercati sono tentati e potrebbe partire la danza dei cds, i quali implicano poi prezzi più alti per finanziarsi e ripagare il debito. La speculazione, dopo Spagna e Grecia, potrebbe tentare un’altra sortita: e la litigiosità all’interno del governo parla la lingua dell’instabilità, una manna per chi vuole speculare. Esistesse un indice Vix per misurare la volatilità politica, l’Italia sarebbe a livelli dei giorni post-crollo di Lehman Brothers: l’atteggiamento di Giulio Tremonti certamente non aiuta ma pensare di poter non mediare ma almeno discutere con il super-ministro con ambizioni da filosofo, appare un miraggio.

 

Un po’ più di umiltà gioverebbe, al governo come al paese, ma le blindature continue e il ricorso alla fiducia come abitudine parlano la lingua della debolezza: la manovra, ripetiamo, oltre che ingiusta e iniqua rispetto a quelle messe in campo dagli altri partner europei, Germania in testa, è controproducente anche rispetto all’idea che i mercati potranno farsi dell’Italia nei mesi a venire, i più pericolosi. Speriamo in un ripensamento dell’ultim’ora, oppure prepariamoci a un autunno che sarà bollente.

 

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COMMENTI
08/07/2010 - A PROPOSITO (Pierluigi Piccinini)

..... and what about the "black thuesday" ? Pare inoltre che il temuto "stress test" bancario non sia poi così male.....

RISPOSTA:

Caro Piccinini, thuesday non esiste nella lingua inglese: o tuesday o thursday, scelga pure liberamente. Siccome immagino la sua fosse una battuta ironica rispetto all'errata previsione sui cali non registratisi martedì scorso nelle Borse europee, la invito - come ho fatto con altri lettori - a leggersi l'update del mio articolo di lunedì per comprenderne i motivi. Per quanto riguarda lo stress test, la invito ad attendere la mia rubrica di domani per sapere cosa ne penso. Sempre che la cosa la interessi. Cordialmente (Mauro Bottarelli)