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MANOVRA/ 2. Il caos di Tremonti attira gli speculatori sull’Italia

Pubblicazione:giovedì 8 luglio 2010

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Terminato l’effetto placebo dell’asta dei titoli di Stato spagnoli a dieci anni e delle coperture di short di martedì, ieri le Borse hanno festeggiato raccontandosi l’una con l’altra la favoletta che le banche europee scoppiano di salute, sono ben capitalizzate e hanno superato agilmente gli stress tests (di cui ieri sono state rese note le patetiche modalità di funzionamento, una farsa).

 

La realtà, però, è un’altra. Ovvero, che gli istituti di credito europei stanno vendendo le loro riserve auree alla Banca per i Regolamenti Internazionali (Bri) per racimolare un po’ di liquidità: non certo un sintomo di salute. Al 31 marzo, la Bri ha preso in carico 346 tonnellate d’oro in operazioni swap, un qualcosa che accade rarissimamemte, mai ad esempio nell’ultimo decennio: il gold swap è un’operazione in cui un soggetto, in questo caso le banche europee, vende il proprio oro a un altro, in questo caso la Bri, con l’accordo di ricomprarlo più avanti. 

 

La corsa alla vendita per fare cassa, stando al report annuale della Bri, è cominciata lo scorso dicembre ed è cresciuto a dismisura fino all’esplosione della crisi greca: a spaventare non è tanto il fatto in sé ma l’ammontare dell’operazione, 13 miliardi di euro in tutto entrati nella casse degli istituti. Disfarsi dell’oro, che all’epoca degli swap stava continuando a salire tornando a essere il bene rifugio per antonomasia, per una cifra simile parla la lingua della disperazione, altro che stress tests.

 

Basti guardare all’Euribor, il tasso a cui le banche si prestano denaro, cresciuto per ventisette giorni consecutivi e al valore stesso dell’oro, sceso sotto i 1.200 dollari l’oncia dopo che è stata resa nota la corsa alla vendita da parte delle banche Ue: gli analisti, però, avvertono che scenderà ancora, attorno ai 1.100 dollari per poi risalire, da settembre fino a toccare i 1.300 dollari l’oncia prima dell’inverno quando la crisi dell’euro sarà divampata.

 

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COMMENTI
08/07/2010 - A PROPOSITO (Pierluigi Piccinini)

..... and what about the "black thuesday" ? Pare inoltre che il temuto "stress test" bancario non sia poi così male.....

RISPOSTA:

Caro Piccinini, thuesday non esiste nella lingua inglese: o tuesday o thursday, scelga pure liberamente. Siccome immagino la sua fosse una battuta ironica rispetto all'errata previsione sui cali non registratisi martedì scorso nelle Borse europee, la invito - come ho fatto con altri lettori - a leggersi l'update del mio articolo di lunedì per comprenderne i motivi. Per quanto riguarda lo stress test, la invito ad attendere la mia rubrica di domani per sapere cosa ne penso. Sempre che la cosa la interessi. Cordialmente (Mauro Bottarelli)