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Economia e Finanza

FINANZA/ Tutti gli errori di chi vuol smentire il signoraggio

Un addetto alla Zecca di Stato (Foto Imagoeconomica)Un addetto alla Zecca di Stato (Foto Imagoeconomica)

In un commento all’ultimo articolo, mi viene detto: “Lei dice di non trovare differenza tra il collocamento primario e quello secondario. Se aspira al Nobel dovrebbe almeno ripassare la differenza tra monopolio e concorrenza nella domanda di mercato”. E poi mi si accusa di disonestà intellettuale: ma onestà intellettuale vorrebbe che non si estrapolasse la mia frase dal contesto, e che si affermasse che quella frase era relativa al giudizio sull’inflazione.

 

E lo ripeto: non si capisce cosa c’entri l’inflazione con il fatto che la Banca Centrale acquisti i titoli di stato direttamente o li acquisti da un privato. Casomai l’inflazione dipenderà dalla quantità di moneta prodotta. Ma se si affermasse questo semplice criterio, potrebbe venire in mente di controllare cosa ha fatto la Bce; invece, ideologicamente, non si deve controllare la Bce, e si deve impedire a chiunque di pensare soltanto a un intervento dello stato. Per questo la risposta ideologica è sempre la stessa: se lo stato stampa la moneta, arriva l’iperinflazione, arriva lo Zimbabwe, arriva il dittatore Mugabe.

 

In questo senso, l’ideologia attualmente vigente nelle Banche Centrali non permetterà mai un processo inflattivo: smettendo di creare nuova liquidità, creeranno rarefazione monetaria (mancherà la moneta per pagare i debiti con gli interessi, anzi lo stanno già facendo) e quindi casomai deflazione, che aumenterà il peso reale dei debiti, con conseguenti fallimenti e perdita reale dei posti di lavoro. Non avremo mai inflazione dalla Bce, anche a costo di farci morire tutti disoccupati.

  

A questo indirizzo del SIC (“Signoraggio informazione corretta”; molto scorretta, a dir la verità) è stato recentemente pubblicato un lungo articolo che dovrebbe smentire le mie considerazioni sul signoraggio. Riprendo alcune frasi per aiutarci ad approfondire alcuni concetti espressi, con tutte le loro conseguenze. Ci aiuterà a comprendere meglio il nocciolo della questione.

  

“Se chi emette moneta considerasse un profitto il valore nominale, avendo avuto come costi solo quelli di produzione, agirebbe come un falsario. Sarebbe ingiusto anche dal punto di vista etico, con un costo irrisorio, appropriarsi di un valore molto più grande. Questo vale per chiunque, Stato, banca centrale o qualsiasi altro ente. Come fare allora affinché questo non avvenga? Chi emette la moneta deve considerarla un proprio debito. Accade quindi che le banche centrali considerino la moneta che emettono come un proprio debito. Se una banca centrale stampa una banconota da 100 euro, non consegue alcun guadagno, perché non ha fatto altro che stampare un proprio titolo di debito, come se avesse in tasca un proprio assegno”.

 

Tutto giusto, tutto vero, anche se tacendo un giudizio fondamentale: se a compiere l’azione da “falsario” fosse lo stato, il beneficio sarebbe per tutti. Ma andiamo oltre, andiamo alle ragioni profonde. La prima considerazione è sul fatto che un sistema monetario in cui tutta la moneta è debito è insostenibile: pagare quel debito pari a tutta la moneta con la stessa moneta sarà sempre strutturalmente impossibile. L’unica alternativa praticabile è il ricorso al rinnovo del debito; e poiché non si può realmente pagare un debito con un altro debito, già conosciamo il finale: il fallimento. E siccome, a livello mondiale siamo in una economia “chiusa” (il numero degli stati è limitato), avremo per primi i fallimenti dei più deboli. Come la Grecia in area euro.

 

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COMMENTI
11/07/2010 - A cosa serve parlare di Signoraggio? (Carlo Pallagrosi)

Caro sig. Passali, a cosa serve parlare di Signoraggio? La definizione più corretta, che abbia letto, l'ha data Greenspan: il Signoraggio e' il reddito che uno ottiene sulla base della capacita' di indurre gli attori di mercato ad impiegare i suoi debiti come moneta. Tale reddito e' dato dal rendimento di titoli (crediti), che fruttano interesse, acquistati attraverso l'emissione di moneta (debito), su cui non si paga al portatore alcun interesse, o al più un tasso inferiore al tasso di mercato. (Greenspan, Fostering Financial Innovation, 1997) Questo signore, a che se ne dica, deve saperla lunga avendo avuto nelle sue mani le redini del mondo per tanto tempo. Conosce meglio di chiunque altro come funzioni tale meccanismo e se il mondo accademico e non, chiude gli occhi difronte all'evidenza significa che il marciume dal quale siamo circondati e' tale che la sua battaglia risulti persa in partenza. Di conseguenza il consiglio che mi viene da darle e' di lasciar perdere concetti che che nessuno vuol sentire e concentrarsi sulla “ridefinizione di cosa siano la moneta e la finanza, e di come queste possano essere utilizzate per il bene comune” tralasciando anche di parlare di sovranità monetaria in quanto i nostri rappresentanti non sono all'altezza, non dico di portare innanzi una proposta del genere, ma neanche di formularla nell'interesse della comunità.

RISPOSTA:

Molto interessante la definizione di Greenspan, che già avevo letto da qualche parte. Soprattutto il verbo "induce", spiega molto bene il meccanismo relativo alla questione monetaria. Non si tratta di una questione tecnica, né è possibile definire la moneta come un semplice "mezzo di scambio": proprio la parola "induce" ci dice che la moneta induce un comportamento. La stabilità di un comportamento in un ambiente sociale contribuisce alla nascita della fiducia. Questa a sua volta rafforza la stessa moneta. E siccome la moneta induce un comportamento ("mores" in latino), la materia monetaria dovrà essere oggetto di studio da parte della filosofia e della teologia morale. Quanto al signoraggio, sono pienamente d'accordo con lei che sia necessario arrivare a ridefinire cosa sia la moneta e la finanza; ma per completezza non potevo esimermi dal parlare anche del signoraggio. (Giovanni Passali)

 
09/07/2010 - Stipendio doppio in tre anni.Magari ! (Roberto Alabiso)

Questo della moneta è un argomento molto interessante, e anche se faccio fatica a capire sino in fondo, non avendo fatto studi economici,intuisco che potrebbe realmente cambiare molto nell'economia a favore di chi ha di meno e vive oggi con grandi difficoltà. La ringrazio quindi per il suo lavoro. Non demorda. Buona serata P.s. con il 2% mensili uno stipendio di 1000 euro in tre anni sarebbe circa il doppio, non è poco.

RISPOSTA:

La ringrazio per il suo interesse, che cercherò di continuare a soddisfare. La fatica che lei sta facendo (e che sono convinto stanno facendo tanti altri lettori) è una benedizione che nel tempo si trasforma in convinzione: e incide anche nei rapporti concreti con il direttore della propria filiale di banca. E la coscienza, come probabilmente lei saprà, porta sapienza e serenità, doni preziosi in tempi di calamità (non si trovano al supermercato). Quanto alla moltiplicazione della moneta, occorre ricordarci che non si moltiplica la ricchezza stampando moneta (al limite si rende evidente una ricchezza già presente). La moltiplicazione della moneta serve soprattutto a deprezzare il valore di chi accumula moneta, serve a rendere meno attraente l'attività di speculazione. Del resto, aggiungere 500 euro allo stipendio di chi ne guadagna già diecimila, per lui non farà alcuna differenza; mentre nelle tasche di chi non arriva a fine mese, sono una manna dal cielo. E l'inflazione che ne deriva avrebbe un enorme impatto positivo: democraticamente colpirebbe tutti (e tanto più chi avrà accumulato denaro) e non vi si potrebbero sottrarre né chi non paga le tasse, né chi opera nell'illegalità. Finalmente una tassa (pseudo occulta, perché la conoscono tutti), alla quale nessuno si può sottrarre, e senza perdere tempo in dispendiosi controlli. Niente male, no? Certo, se lo stato inizia a stampare denaro e a distribuirlo in qualche modo alle classi meno abbienti, il potere delle banche diminuisce un bel pò! (Giovanni Passali)

 
09/07/2010 - Criticamente (Bruno Lippi)

Se prima Passali aveva una qualche credibilità l'ha persa dopo questo articolo. Mi piacerebbe essere informato sulle vere truffe bancarie e non sulle bufale di Internet...

RISPOSTA:

Le suggerisco di non perdere il "focus" della discussione: non la mia credibilità, cosa di scarsissimo interesse; ma il crescente debito delle banche centrali (sotto la voce "banconote in circolazione"), poichè tende a diventare debito dello stato, che paghiamo tutti noi. (Giovanni Passali)

 
09/07/2010 - .. continua (Gaetano Lazzo)

Continuare ad elencare tutti gli errori di questi articoli sul signoraggio sarebbe inutile, visto quanto ridicole sono gli obiettivi e le tesi portate avanti dal suo autore. Un aumento del 2% al mese. No comment.

RISPOSTA:

Dal punto di vista della sostanza, l'esempio della SNB (la Banca Centrale Svizzera) sul metodo di moltiplicazione della moneta da parte delle banche commerciali mi sembra quanto mai preciso e calzante. Sono d'accordo con lei, le mie tesi non sono ortodosse. Del resto, anche questa crisi non è ortodossa. Sulla questione del 2% al mese, è proprio quello che sta facendo la Bce, ma a favore della speculazione finanziaria; è ora di rendersene conto, perché il conto, alla fine, lo pagherà l'economia reale, cioè noi. E bisogna rendersi conto che il nozionale sui derivati OTC a livello mondiale è pari a circa 12 volte il pil del mondo, e dopo una pausa, dovuta all'inizio della crisi, è ripreso a crescere. Questo è il quadro che stanno costruendo tutte le principali banche centrali del mondo. Se si aumentasse del 2% ogni mese lo stipendio dei dipendenti pubblici, sarebbe solo una goccia nel mare. Ma sarebbe finalmente un segno di opposizione a questo andazzo criminale e distruttivo. Del resto, non si fa forse un gran parlare dei tagli agli sprechi e agli stipendi maggiori? E allora, insieme ai tagli, perché non aumentare lo stipendio di tutte le fasce più basse (e non di quelle più alte), in modo da rendere minore il divario e l'ingiustizia, dando inoltre un incentivo reale alla capacità di spesa delle famiglie e a tutta l'economia? Sono molti gli economisti perplessi di fronte ai tagli, perché sanno bene che si rischia di deprimere l'economia oggi e lo stato rischia di incassare sempre meno domani (le tasse sono proporzionali agli eventuali utili e le entrate fiscali sono già in flessione). E questo è lo stesso motivo per cui tanti economisti ammettono di non vedere una soluzione. Ma ne riparleremo. (Giovanni Passali)

 
09/07/2010 - .. continua (Gaetano Lazzo)

E cosa dice il sito della banca: Le banche ricevono il denaro dei risparmiatori per prestarlo ai debitori. Con quest'attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta. Ad illustrare questo meccanismo basta un semplice esempio. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 20'000 franchi in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico. Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca. I 20'000 franchi, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore. Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte. Perché non prestarlo, esigendo un interesse? Ecco che un'azienda ha bisogno di denaro per un nuovo impianto elettronico. Con un credito, la banca le presta 16'000 dei 20'000 franchi che il risparmiatore ha versato. L'importo è accreditato sul conto dell'impresa. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 20'000 franchi. L'impresa debitrice dispone di 16'000 franchi. La quantità di moneta è quindi aumentata di 16'000 franchi. Se ora l'impresa si serve del credito per comprare nuovi apparecchi e il venditore versa l'importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un'altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue. A me non paiono uguali. Discutere con un mistificatore della realtà non è edificante

 
09/07/2010 - Ma bisogna anche saper copiare (Gaetano Lazzo)

Dice Passali: "“E qui casca l’asino”. Così commentano quelli del Sic la mia spiegazione di come funziona la creazione di moneta da parte delle banche commerciali, esposta in un mio articolo. Ma tale spiegazione io l’ho copiata proprio dal sito della Banca Nazionale Svizzera, esattamente a questa pagina dove ciascuno di voi può verificare quanto riportato. Sono asini pure loro?" Ma vediamo cosa ha scritto Passali: "Il cliente B entra in banca e chiede un prestito. La banca valuta i propri depositi (olte alle garanzie offerte dal cliente B) e concede un prestito di 16mila euro. Il cliente B, ottenuto il prestito, spende il denaro con un cliente C, il quale, incassati i 16mila, li deposita in banca. Ora nella banca risultano depositati 36mila euro. I depositi sono cresciuti di 16mila euro, grazie al prestito effettuato dalla banca. Questa modalità di creare moneta (con l’ausilio di moneta depositata da altri) è detta signoraggio secondario, il quale consiste nel reddito da interessi su denaro creato dal nulla." .. continua