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FINANZA/ I "giochi" degli speculatori che alimentano la crisi

Un trader della borsa delle Filippine Un trader della borsa delle Filippine

Ma non si può certo dire che le grandi banche stiano meglio. Il Fmi ha stimato una necessità di finanziamento per le grandi banche pari a circa 76 miliardi di dollari. Denaro che le banche dovrebbero cercare di ottenere dal mercato, ma che probabilmente otterrà dalla Fed, sempre pronta a stampare moneta, magari indebitando di nuovo lo stato Usa. Come al solito, socializzano le perdite e privatizzano i profitti. E magari li chiamano pure “speculatori”.

 

Il sistema bancario è tutto da riformare, come del resto quello finanziario e, più radicalmente, quello monetario. Si tratta di una questione culturale, prima che tecnica. Occorre rimettere al centro della questione l’uomo, con le sue esigenze fondamentali. Occorre porre al centro della questione il principio di sussidiarietà, come cardine dei rapporti tra i diversi soggetti. E occorre ribadire che “lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità” (Caritas in Veritate, n. 34).

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