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IDEE/ Campiglio: ha ragione Gotti Tedeschi, la crisi si combatte anche facendo più figli

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Perché questo “investimento” di cui ho appena parlato lo fa la famiglia. Occorre quindi darle mezzi e risorse (non solo monetarie) perché possa trasformarle in qualità cognitive per i bambini. Del resto già si può vedere che i paesi che lo fanno (in Europa Francia e Svezia) sono quelli che poi riescono a crescere di più. Se mettessimo le famiglie nelle condizioni di poter scegliere liberamente quanti figli avere faremmo una cosa estremamente positiva.

 

Prima diceva che la crescita della popolazione non è l’unico fattore che può portare alla crescita economica. Cosa serve d’altro?

 

Certamente è un dato di fatto che i paesi più vecchi sono quelli che arrancano, mentre quelli più giovani stanno rimbalzando più velocemente dalla crisi. La Svezia (uno dei pochi paesi che non ha registrato una forte diminuzione della natalità), per esempio, ha un tasso di fertilità di 1,9 figli per donna e al contempo è il paese con la più elevata crescita di produttività al mondo nel settore manifatturiero. Tuttavia l’aspetto demografico non basta: quello che si nota è che risulta vincente la combinazione tra forza lavoro giovane e capitale (capitale in senso stretto, educazione e motivazione, che come detto viene dalla famiglia).

 

Sartori sembra anche prendersela con la Chiesa, colpevole di alimentare quella che lei all’inizio ha definito “bomba demografica”. Cosa ne pensa?

 

Questo mi colpisce molto. Sartori dovrebbe spiegare che correlazione esiste tra la difesa della vita e quella che lui definisce “crescita demografica dissennata”. Anche perché i dati sembrano descrivere un fenomeno di tutt’altro segno: il tasso di fertilità mondiale è sceso da 4,7 nati per donna del periodo 1970-75 a 2,6 del 2005-2010. Un calo che ha riguardato i paesi più sviluppati (da 2,3 a 1,6), quelli emergenti (da 5,6 a 2,5), come pure quelli sottosviluppati (da 6,3 a 4,4). Sartori sembra poi dimenticare una cosa riguardo la Cina.

 

Che cosa?

 

Sartori sembra elogiare la “drastica riduzione delle nascite” in cui la Cina si è “impegnata”. Tuttavia quel paese ha un tasso di fertilità pari a 1,4 (un dato non molto differente da quello dell’Italia), nonostante la politica del figlio unico, che oltretutto sembra destinata a essere allentata. Se le autorità cinesi stanno pensando di fare retromarcia su questo “impegno” evidentemente significa che non ha effetti benefici.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
12/08/2010 - Non è solo questione di numeri (gian carlo blangiardo)

Condordo pienamente con le tesi di Gotti Tedeschi e le analisi di Campiglio. Aggiungo un dettaglio: non è solo questione di numeri, vanno messi in conto anche i cambiamenti di struttura (leggasi: invecchiamento della popolazione). Non è irrilevante sul piano della domanda avere a che fare con una popolazione con 2 anziani per ogni giovane o con il viceversa. Il dinamismo, la proiezione nel futuro, l'investimento nella formazione e nell'innovazione non sono indipendenti dall'età. Gli italiani del "miracolo economico" erano un popolo giovane che aveva mediamente più anni di vita residua che anni di vita vissuta. Oggi, e ancor più domani, le cose saranno ben diverse. Credere che la attuale "crescita zero" sia l'agognato obiettivo significa non aver capito niente su come si determina la dinamica demografica. Per mantenere in Italia una vera crescita zero occorrono 750 mila nascite annue. Ne abbiamo meno di 600 mila!

 
10/08/2010 - Dibattito sulla crescita demografica (Paolo Gazzola)

Suggerisco a chi voglia approfondire l'argomento un bellissimo articolo di Lord Peter T. Bauer dal titolo:" La crescita demografica. Un disastro o una benedizione? " che potete trovare scaricando il relativo pdf dal sito www.brunoleoni.it alla voce crescita demografica. E' un articolo del 1997 che mi sembra estremamente attuale. Dispiace comunque vedere persone di livello come il prof. Sartori affrontare argomenti complessi con semplificazioni ideologiche e superficiali spacciandole, come sovente capita in questi casi, per verità acquisite.

 
10/08/2010 - Natalità: le tesi dei “poteri forti” sono deboli. (Giuseppe Crippa)

La risposta di Sartori all’articolo di Ettore Gotti Tedeschi non poteva mancare, dato l’orientamento culturale della redazione de Il Corriere della Sera. Fa piacere comunque veder aprirsi un dibattito su un tema di ben altra profondità rispetto a quanto ci offrono in questi giorni altri “Giornali”… Questa intervista di Lorenzo (a proposito: Buon onomastico!) Torrisi a Luigi Campiglio ha il pregio, oltre che della tempestività, di consentire al lettore di comprendere meglio le implicazioni riguardanti il ruolo della famiglia e la qualità della formazione dei nostri figli, ribadendo l’infondatezza di radicati luoghi comuni. Mi auguro che Il Sussidiario continui a darci su questo tema un’informazione davvero libera (cioè non condizionata da “poteri forti” che vogliano imporre a tutti determinati modelli di comportamento) così come ha sempre fatto finora.

 
10/08/2010 - una rivoluzione culturale (MICHELE GRILANDA)

E' bello svegliarsi è leggere perle come quella che ci offre il Prof. Campiglio oggi. Ma mi chiedo dov'è lo Stato? Dov'è una classe politica che porti veramente avanti questa rivoluzione culturale attraverso provvedimenti adeguati?