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FIAT/ L’assist (involontario) della Fiom a Marchionne

Il mercato dell’auto non vive un momento positivo. I dati di Fiat e Chrsyler mostrano, spiega ANDREA GIURICIN, che Marchionne deve vincere una sfida che passa per forza dalla produttività del lavoro

Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica) Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Non è certo un periodo facile per il settore dell’auto e per Fiat la situazione è ancora più delicata. A prima vista i dati di bilancio delle principali case automobilistiche farebbero pensare il contrario, ma una tempesta rischia di arrivare sui conti economici dei principali produttori.

 

Il mercato americano ha visto un rallentamento della crescita nel mese di luglio e presto potrebbe invertire la tendenza di aumento delle vendite registrata nel primo semestre. Il mercato europeo è ormai vicino al baratro, con tassi di contrazione vicini al 30% in Italia, Germania e Spagna.

Il primo semestre ha visto un recupero rispetto ai valori di vendita molto bassi registrati nello stesso periodo del 2009 ed è la ragione per la quale le principali case automobilistiche hanno registrato utili di bilancio.

Volkswagen, in continua crescita, ha visto utili superiori al miliardo e mezzo di euro nel primo semestre, grazie alla presenza nel mercato cinese. Quest’ultimo è in forte sviluppo anche nel 2010, dopo che lo scorso anno è diventato il primo mercato mondiale, superando quello statunitense. Per tutte le case automobilistiche è ormai necessaria una presenza in questo paese. Ford ha registrato utili record, mentre in Giappone, Nissan, ha mostrato un bilancio positivo con oltre un miliardo di dollari di utili nel primo semestre.

Fiat ha appena annunciato utili di bilancio nel primo semestre del 2010, dopo che lo scorso anno aveva registrato perdite. La controllata americana Chrysler dovrebbe chiudere l’anno con un leggero utile operativo e con le vendite in crescita.

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