BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ È davvero possibile liberarsi degli speculatori?

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Così, allo stesso modo, i tassisti che approfittano dell’ingenuità dei turisti per farsi pagare cifre enormi anche per brevi tragitti - ed è un atteggiamento comune a tutti i tassisti di tutte le nazioni del mondo - non dimostrano che un altro assioma: ovvero, che se vi è asimmetria informativa, ci sarà un lato dello scambio economico che potrà approffittare di una carenza di informazioni dall’altra parte, per lo meno fintanto che questo “vuoto” verrà riempito (ad esempio, dalle guide cartacee che avviseranno gli ignari turisti giapponesi che atterrano ogni giorno a Fiumicino).

 

Quanto appena scritto non è peculiare né dei mercati finanziari, né di quelli dei beni reali: è un modus operandi tipico dell’essere umano, che è portato a riflettere e ad agire di conseguenza, cercando di approfittare delle situazioni per raggiungere i suoi scopi e soddisfare i propri bisogni.

 

E se tale agire speculativo sembra ora essere più evidente dal lato “cattivo” dello scambio economico, presto o tardi la “speculazione” dall’altro lato porterà più o meno velocemente a un aggiustamento dello squilibrio: ovvero, il turista giapponese, una volta tornato a casa, avviserà di tariffe assurde all’aeroporto di Fiumicino i suoi amici e famigliari, i quali quando visiteranno l’Italia non saranno più sorpresi - il vuoto informativo si sarà infatti colmato - e l’immoralità dell’esoso tassista sarà punita dallo stesso atteggiamento speculativo che muoverà i turisti giapponesi a prenotare una vettura con tariffe regolate più basse. Scelta che porterà il tassista ad abbassare il suo tariffario per poter guadagnarsi qualche corsa onestamente.

 

Grazie a un meccanismo psicologico estremamente efficiente e sofisticato - se dono di Dio o di madre natura, sta alla fede di ciascuno di noi determinarlo - in un mercato ove sia possibile recuperare liberamente le informazioni, senza alcuna costrizione, gli operatori “immorali” verranno automaticamente puniti e abbandonati: è infatti il mercato stesso, nella sua attività speculativa, che riconosce e punisce la mancanza di equilibrio di alcuni operatori - o, se vogliamo, la loro immoralità.

 

Questo non ci esonera naturalmente dal valutare criticamente quelle distorsioni che alterano il corretto funzionamento dei meccanismi di mercato, come ad esempio l’intervento della mano pubblica nella creazione di moneta - fatto che intuisco interessi molto il collega che ha dibattuto a proposito del mio precedente articolo.

 

A questo riguardo - ma non ho soluzioni immediate - è paradossale riconoscere che nelle nostre economie liberali, vi sia effettivamente ancora qualcosa che di veramente libero non è, ovvero proprio la determinazione del prezzo della moneta. Ma questo sarà argomento di un altro accesissimo e, credo, altrettanto interessante dibattito.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
16/08/2010 - specchio delle mie brame (giorgio cordiero)

Secondo il sillogismo perpetrato da chi scrive l'articolo la speculazione è insita nella natura umana , perciò ineliminabile. Concordo, ma integro. La speculazione se moderata e "ingabbiata" entro certi parametri è addirittura sana. l problema si pone quando non vi sono limiti ad essa. I derivati hanno un potere di leva finanziaria toricamente illimitato. Ne abbiao avuto recenti e tristi prove. Tassare le rendite ha un senso meramente momentaneo è come mettere i dazi sulle importazioni è una manovra che le menti semplici capiscono subito, ma che può avere terribili conseguenze. I veri invesitori, quelli che muovono veri capitali non sono quelli che hanno un paio di milioni di euro e che li "giocano in borsa", mafari dieci volte al giorno. I veri autori in grado di influenzae i mercati sono globalizzati e vanno afare volumi sui mercati più liberisti. Agiscono tramite mandati fiduciari in paesei contassazione migliore. Aumentare il capital gain no farebbe altro se non favorire fuhe di capitali e di volumi di affari all'estero. Il problema non risiede a piazza affari, ma nelle università e nei luoghi dove si decide come attuare la speculazione per favorire questa o quella lobby, per concetare un poere globale. Parlo da operatore del settore e lo sono da 25 anni. credetemi tassare le rendite è una goccina che fa più ale che bene. Occorre regolamentare in mercati ed incanalare la speculazione (inevitabile) riportandola entro certi margini di oscillazione.

 
12/08/2010 - Tassiamo meglio (e di più) le operazioni di borsa. (Giuseppe Crippa)

Concordo in buona parte con quanto scrive Michele Fortunato. Mi chiedo però perché debba essere possibile vendere beni di cui nel momento della vendita non si possiede la proprietà. Perché non posso farlo per esempio con una casa? O magari anche col Colosseo (di questi tempi i beni del demanio spesso sono posti in vendita…)? Scherzi a parte, credo che la speculazione dovrebbe essere disincentivata innanzi tutto con una opportuna tassazione delle transazioni, ma anche con la richiesta a chi vende allo scoperto di dimostrare di possedere i soldi che servono all’operazione bloccandoli in appositi conti infruttiferi.

 
11/08/2010 - ma soprattutto chi è uno speculatore? (michele fortunato)

mediamente per la stampa - ahimè anche quella specializzata - lo speculatore è il bieco che vende titoli allo scoperto. l'investitore invece i titoli li compra. c'e' dunque un asimmetria : chi compra è un sano ed onesto investitore, mentre chi vende è un bieco speculatore, una persona senza fiducia nel futuro. se poi il bieco speculatore fa i soldi guadagnando al ribasso che iddio lo perdoni !! non avrà mai perdono !! chi invece compra e guadagna è un uomo che ha ricevuto la giusta ricompensa, il tempo gli ha dato la giusta ragione. questo luogo comune ci impedisce di capire che un investitore ci mette i soldi, suoi o di chi gli glieli ha affidati : rischia e quindi si mette nella condizione di guadagnarci o di perderci - è veramente puerile dare una patente di ignobiltà ( speculatore !!) oltrechè pericoloso. la decisione di alcune borse di vietare le vendite allo scoperto non ha portato nessun beneficio. tale decisione ha allontanato i venditori allo scoperto che guarda caso sono gli unici che sicuramente compreranno quando il mercato è al ribasso ! la mancanza di eticità l'abbiamo vista quando vengono occultate perdite, oppure vengono fatti veri e propri falsi in bilancio, quando determinate poste all'attivo vengono gonfiate : questi sono i comportamenti da condannare e da sanzionare. prendersela con i venditori, allo scoperto o non, è una dimostrazione di miopia intellettuale che non vuol vedere i veri colpevoli dell'attuale situazione