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IDEE/ Quadrio Curzio: cambiamo la Costituzione per far ripartire l’economia

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Da tutto ciò emerge una certa asimmetria tra le imprese che appaiono come soggetti liberi, ma da vigilare e i sindacati dei lavoratori che appaino soggetti da potenziare mentre entrambe meritano di essere soggetti liberi e vigilati, su un piano di parità e responsabilità, in vista dello sviluppo.

 

Noi non siamo favorevoli né al liberismo libertario, né al liberismo individualista, né al sindacalismo dogmatico, né al sindacalismo corporativo. Crediamo invece in un paradigma europeista del liberalismo sociale o comunitario che combina Istituzioni, Società ed Economia (ove si colloca il mercato) operanti in base a principi chiari di sussidiarietà e solidarietà. Solo così, e valorizzando anche i molti soggetti sociali spesso trascurati o sottovalutati, si può evitare anche la polarizzazione contrappositiva tra Stato e mercato.

 

È questa un impostazione che probabilmente all’inizio del XXI secolo molti dei nostri Costituenti Repubblicani considererebbero più adatta all’odierna Italia, non sempre sollecita nel recepimento dei Trattati Europei.

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