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FINANZA/ 2. Dall’Ungheria un vento di crisi per l’Europa e l'Italia

La situazione, sia economia che politica, dell’Ungheria è preoccupante per l’Europa. MAURO BOTTARELLI ci spiega perché non bisogna sottovalutare questa nuova minaccia

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La scorsa settimana mettevo in guardia dall’ottimismo della Bce e del suo capo, Jean-Claude Trichet, riguardo lo stato di salute dell’eurozona ponendo l’accento, oltre al carico di debito sovrano lungi dall’essere risolto, sui rischi che potrebbero giungere dai cosiddetti paesi “pre-ins”, ovvero coloro che pur non essendo nell’eurozona operano come stati membri ponendo le proprie liabilities come aggregati di rischio per l’Ue.

 

In particolar modo, a preoccupare è l’Ungheria per una serie di motivi, il primo dei quali è puramente politico e sta tutto in questo motto: la crescita dell’economia conta più della capacità di tenere in ordine i conti pubblici. È questa, infatti, la scommessa del premier ungherese, Viktor Orban, il quale ha sacrificato 20 miliardi di dollari di finanziamenti da Unione europea e Fondo monetario internazionale sull’altare del suo ambizioso piano di rilancio dell’economia che prevede, tra l’altro, un’aliquota unica sui redditi al 16%, sostegno alle piccole imprese e forti tasse sulle banche e le assicurazioni.

 

Insomma, un azzardo potenzialmente mortale in una situazione di fragilità simile: un corpo sano reagisce in fretta a un’influenza, uno debilitato rischia di trasformare l’influenza in polmonite. Era la fine del 2008, il periodo del crack Lehman e del gran terremoto nelle Borse di tutto il mondo, quando il precedente governo socialista si trovò a corto di fondi per ripagare il debito in scadenza: gli vennero in aiuto il Fondo monetario internazionale e l’Unione europea che concordarono un piano di aiuto da 20 miliardi di dollari.

 

Proprio nelle scorse settimane il nuovo governo di centrodestra avrebbe dovuto concordarne il rinnovo in scadenza a ottobre: così non è stato. «L’Ungheria vuole riguadagnare la propria sovranità nazionale», ha detto Orban, e per uscire dalla crisi può farcela da sola. Impossibile, non tanto perché tassare banche e assicurazioni non garantisce maggior gettito perché queste, già in sofferenza, rischiano il default o di scaricare i costi sui cittadini.

 

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