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IDEE/ Robert Sirico: le virtù del buon capitalista

Pubblicazione:giovedì 12 agosto 2010

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Non penso sia una questione di differenti standard di moralità come tali, quanto una questione di applicazione dei principi morali a particolari casi concreti. Per alcuni imprenditori, la riduzione del numero dei loro dipendenti è una conseguenza reale della necessità di salvare una situazione aziendale, che diverrebbe ancora peggiore se l’azienda dovesse chiudere. Dobbiamo tener presente che la decisione di assumere, mantenere o licenziare personale non viene presa arbitrariamente dall’imprenditore, se è intelligente. È una risposta alle richieste del mercato. Sono sicuro che nonostante i fattori economici, gli imprenditori sarebbero solo lieti di assumere più lavoratori, ma è proprio qui il punto. I fattori economici non possono essere trascurati senza porre a rischio tutta l’impresa (vale a dire, sia chi acquista i prodotti dell’azienda o ne utilizza i servizi, sia i lavoratori e le loro famiglie).

 

L’indebolimento della libertà economica può essere considerato un segno di decadenza morale e culturale da parte di Stati Uniti ed Europa?

 

Si tratta certamente di un segno di confusione economica e morale, che scatena una moltitudine di fattori culturali e morali negativi per la società. Con la riduzione della libertà economica si può diffondere un senso di falsa sicurezza, perché in un qualche modo i leader politici agiranno al posto dei loro elettori, e senza dubbio molti di questi politici hanno come obiettivo il miglioramento delle loro comunità. Il centro del problema sta nel presupposto che guide primarie della comunità e primaria fonte di benessere siano i politici.

 

In che senso?

 

Quando una società giunge a vedere nei leader politici i principali modelli di comportamento, vengono di conseguenza indebolite altre dimensioni della società stessa, che possono invece formarla e guidarla nella sfera morale e culturale. Occorre essere molto cauti nei confronti di un pensiero che identifica la prosperità economica con una particolare benevolenza di Dio, o l’insuccesso economico, al contrario, con un segno della Sua disapprovazione. I successi e i fallimenti economici sono una questione di qualità delle scelte economiche che si sono fatte.

 

Lei distingue tra governo e società. Quale può essere il ruolo della società nel migliorare il welfare senza gli effetti negativi dello Stato sociale?

 

Il ruolo della società nel rinnovamento culturale è primario. Dato che le organizzazioni sociali volontarie sono più vicine ai bisogni realmente esistenti e poiché la pressione politica sulle decisioni è minima, qui si è più in grado non solo di identificare meglio i bisogni reali, ma anche il modo migliore per rispondervi. Alexis de Tocqueville, durante il suo viaggio negli Stati Uniti nel IXX secolo, osservò che quando il legame politico aumenta diminuisce il legame morale.

 

Come si colloca la “Caritas in veritate” nel quadro della riflessione sociale che lei ha sviluppato?

 

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COMMENTI
16/08/2010 - Oh! (Daniele Scrignaro)

Allora si può parlare di economia (e "filosofia" dell' economia) in modo comprensibile ai più (se ha capito un imberbe come me), far capire come vanno le cose, senza paroloni e termini inglesi (quando italianizzati, poi), in cui la Dottrina sociale della Chiesa non è appiccicata al fenomeno o usata come minaccioso castigo o riferita come astratta panacea, ma è semplicemente incarnata ed esemplificata. L'articolo mi ha ricordato l'attualità della "Laborem excersens", con la proprietà, l'impresa, etc. che non possono prescindere dal bene comune, anzi che a questo comunque siano finalizzati: "considerare il potenziale morale di ogni opportunità di investimento o di acquisto, e soprattutto di arrivare a capire la vocazione, la chiamata di Dio che esiste nel lavoro in sé" è da chiedere ai Paperoni di turno perché maneggiano il grosso, ma noi non possiamo chiamarci fuori quando, per esempio, decidiamo in quale banca aprire il conto (per rosicchiare qualche zero-virgola-zero in più, o a seconda della "politica" con cui verranno investiti), o davanti all'Iphone regalato al figlio tredicenne o ventenne che sia. Un grazie sincero.