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Lavoro

IDEE/ Bertone: gli errori degli economisti (ma non solo) che ostacolano la ripresa

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Da terra dell’utopia a palcoscenico dell’odio, insomma. Nel giro di pochi anni. Com’è stato possibile? Spiega il filosofo Gilles Lipovetsky, che a Villeneuve ha vissuto 13 anni, sulle colonne di Le Nouvel Observateur: “Non è la sconfitta dell’utopia ma della socialità: quando la famiglia, la scuola e l’impresa non svolgono più un ruolo di integratori, l’esclusione diventa inevitabile. Così l’ansia di consumare sempre di più è diventata la norma. I giovani, schiacciati dalla disoccupazione dominante, vogliono comunque dare una prova della loro esistenza. E di fronte a questo vuoto, non serviranno a nulla le più belle case o i più bei quartieri del mondo. Tutto verrà schiacciato da questa sensazione di inutilità”.

 

L’esercito dei disperati, insomma, s’ingrossa: in Francia, in Italia. Per non parlare degli Usa dove, c’informa uno studio bipartisan, 8 neonati su 100 sono figli di emigranti clandestini, per tre quarti di origine ispanica. Anche negli Usa, come in Francia (per non parlare dell’Italia) l’insofferenza verso l’emarginazione degli immigrati, ricaduta inevitabile della globalizzazione non gestita, cresce assieme alle proposte più drastiche. Anche il senatore Lindsay Graham, repubblicano, agita l’arma del ritiro della nazionalità. Anzi, parla di rivedere la Costituzione per negare il diritto automatico alla cittadinanza per i nati entro il suolo americano.

 

Forse, possono obiettare gli ottimisti, la ripresa, quando verrà e se verrà, potrà cancellare le manifestazioni più estreme di chiusura. Ma dalla Germania, in pieno boom grazie all’export, giunge la doccia fredda. Dietro il recupero della macchina industriale tedesca, cioè dell’economia ufficiale, c’è la fioritura di un sottobosco di sfruttamento che sfugge alle statistiche.

 

Un’indagine dell’università di Friburgo sottopone numeri impressionanti: il 20% dei lavoratori percepisce un salario inferiore a 10 euro l’ora, cifra che s’abbassa a 4 euro l’ora nell’ex Germania Est. Il numero dei lavoratori poveri, che campano sotto la soglia di povertà, è cresciuto di due milioni di unità negli ultimi dieci anni. Intanto, c’informa il professor Fridrich Schmitz dell’università di Linz, si è notevolmente estesa l’area dell’economia ombra, quella che non paga le tasse, per intenderci.

 

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COMMENTI
13/08/2010 - Ostacoli alla ripresa (Daniele Prof Pauletto)

OTTIMA e puntuale analisi della crisi economica nei suoi risvolti socio-economici che tocca i nodi di fondo , molti dei quali non affronati