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SCENARIO/ 2. Ecco quanto costerebbero all’Italia le elezioni anticipate

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Siamo, fuor di metafora, sul Titanic e Giulio Tremonti non ha voglia né di ballare sul ponte, né di azzuffarsi per una scialuppa. Chapeau al suo senso di responsabilità e, vale la pena utilizzare questo concetto alto, al suo senso dello Stato. Anche perché all’estero non aspettano altro che infiocinarci per togliere da casa propria le attenzioni della speculazione. Non si spiega altrimenti l’attacco dello Spiegel, con tanto di tabelle che riproponiamo qui sotto, contro il rischio di deriva greca dell’Italia rispetto alle maturazioni del debito da qui al 2012: in effetti, ciò che l’Italia deve pagare non è poco.

 

Sono 251,5 miliardi di euro di maturazioni quest’anno, 192,2 l’anno prossimo e 168,2 nel 2012: un totale che sfiora il 25% del nostro Pil, tarato sul dato della Banca Mondiale del 2008 e stimato in 2,3 trilioni di euro. Insomma, tutto occorre tranne che instabilità politica e soprattutto urne anticipate, visto che se tutti gli analisti concordano sull’impennata dei cds qualche ragione, magari inconfessata e inconfessabile, c’è.

 

 

 

Se a questo uniamo il fatto che il fondo guidato da quella vecchia volpe di John Paulson si è già posizionato short sull’Italia in autunno, capite molto bene l’allarme di Tremonti e di Draghi al riguardo. Insomma, rischiamo davvero di diventare il nuovo anello debole dei Piigs, insieme ai nostri compagni di “i”, ovvero gli irlandesi. Lo spread sui bond celtici a 10 anni, infatti, mercoledì scorso è salito a 297 punti basi rispetto al benchmark del bund, questo nonostante la Bce abbia fatto filtrare voci di intervento a favore del debito irlandese, un completo voltafaccia rispetto al piano della Banca di ritirare il supporto di emergenza: detto fatto, in men che non si dica l’euro ha perso tre cents contro il dollaro, passando da 1,32 a 1,29.

 

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COMMENTI
16/08/2010 - fiom voluntas tua (giorgio cordiero)

Come ha rgione Botarelli... Ho visto e letto per intero il contratto di "fabbrica italia" e mi è parso degno di menzione. Ora non tuti sanno che l contratto collettinvo nazionale degli operai è diverso da quello delgi impiegati (e non solo nellaparte economica)....QUESTO GIA DA SOLO PARREBBE INIQO. In caso di malattia per gli impiegaati l'inps interviene fin dal primo giorno, mantre per gli operai solo dopo il terzo. Marchionne& c chiedono SOLO un equiparazione di ciò e dicono all'operaio che se l'inps non decide di intervenire nei primi tre giorni...beh, la fiat si è rotta di farlo. I signori della cgil(pardo FIOM)facciano un bel mea culpa, quando, a loro tempo accettarono una distinzione in fase contrattuale tra impiegati ed operai (VERGOGNA). Per quanto const il contenuto dell'articolo , concordo con Bottarelli. La ente è stufa di andare alle urne ogni due anni, la gente è stufa delle baruffe e dei ribaltoni. Mi lancio in una previsione? Vi ricordate la lega degli albori? Tutti voti di protesta si diceva (e qualcuno ha ancora il coraggo di dirlo ora)...beh allora affermo che se ci saranno elezioni anticipate il vero vincitore sarà l'astensionismo, che la lega becchera' ancora più voti e che il neonato movimento 5 stelle di grillo farà più del 5%...si accettano rilanci::: Ma facciamoci furbi!!!