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SCENARIO/ 2. Ecco quanto costerebbero all’Italia le elezioni anticipate

Pubblicazione:lunedì 16 agosto 2010

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica) Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Per Patrick Honohan, governatore della Banca centrale irlandese e membro del board della Bce, «a questo livello gli spreads sono veramente ridicoli». Perché? Poiché a suo modo di vedere i critici continuano a non riconoscere il dinamismo dell’export irlandese e il fatto che la nazione stia tornando rapidamente a un surplus di conto corrente, oltre alla riforma fiscale posta in essere. Peccato che gli investitori, più che a questi indicatori, guardino ad altri: ad esempio l’ennesima messe di denaro sborsata per salvare Anglo Irish Bank, come confermato dalla Commissione Europea che ha reso noto come i costi siano sensibilmente saliti rispetto alle stime di questa primavera, toccando i 24,3 miliardi di euro.

 

Questo è il motivo per cui gli spreads vanno alle stelle: i costi. I “bad debts” della Anglo Irish Bank sono infatti già parcheggiati presso la National Asset Management Agency (NAMA) irlandese con un haircut medio del 50%. Per Antonio Garcia Pascal della Barclays Capital, «la strategia iniziale della NAMA ha funzionato ma ora viene sempre più chiaramente vista dai mercati come basata su un approccio eccessivamente costoso».

 

Pesano, soprattutto, i dubbi riguardo la reale esposizione della banche irlandesi al mercato property britannico. Per Fergal O’Brien, capo economista alla Irish Business and Employers Federation, «esiste un’altra minaccia incombente per le banche irlandesi, ovvero l’eccesso di mutui accesi durante il boom a tassi ormai fuori mercato. Questo è un enorme problema, poiché gli istituti oggi sono intrappolati in contratti che generano solo perdite».

 

Ulteriori tagli e sacrifici difficilmente sarebbero sopportati dalla popolazione: i salari sono già stati tagliati del 13% (pensioni comprese) in ossequio alla “svalutazione interna” imposta dal Fmi, il deficit di budget è al 14% del Pil, il tasso di disoccupazione è salito al 13,7% e in fase di deflazione il Pil nominale si è contratto di oltre il 20%.

 

Insomma, forse i timori degli investitori - tramutatisi in picchi dello spread sui titoli a 10 anni - non sono così irrazionali ed emotivi: certo, un po’ di speculazione pesa ma le liabilities delle banche irlandesi sono una bomba a orologeria innescata. Altro che l’ottimismo a giorni alterni di Jean-Claude Trichet e dei suoi sodali.



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COMMENTI
16/08/2010 - fiom voluntas tua (giorgio cordiero)

Come ha rgione Botarelli... Ho visto e letto per intero il contratto di "fabbrica italia" e mi è parso degno di menzione. Ora non tuti sanno che l contratto collettinvo nazionale degli operai è diverso da quello delgi impiegati (e non solo nellaparte economica)....QUESTO GIA DA SOLO PARREBBE INIQO. In caso di malattia per gli impiegaati l'inps interviene fin dal primo giorno, mantre per gli operai solo dopo il terzo. Marchionne& c chiedono SOLO un equiparazione di ciò e dicono all'operaio che se l'inps non decide di intervenire nei primi tre giorni...beh, la fiat si è rotta di farlo. I signori della cgil(pardo FIOM)facciano un bel mea culpa, quando, a loro tempo accettarono una distinzione in fase contrattuale tra impiegati ed operai (VERGOGNA). Per quanto const il contenuto dell'articolo , concordo con Bottarelli. La ente è stufa di andare alle urne ogni due anni, la gente è stufa delle baruffe e dei ribaltoni. Mi lancio in una previsione? Vi ricordate la lega degli albori? Tutti voti di protesta si diceva (e qualcuno ha ancora il coraggo di dirlo ora)...beh allora affermo che se ci saranno elezioni anticipate il vero vincitore sarà l'astensionismo, che la lega becchera' ancora più voti e che il neonato movimento 5 stelle di grillo farà più del 5%...si accettano rilanci::: Ma facciamoci furbi!!!