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FINANZA/ 1. Dalla Spagna una minaccia al federalismo italiano

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Questo è il classico giorno in cui, dopo aver riflettuto, viene da esclamare “l’avevo detto”. Anzi, l’avevamo detto, visto che sono mesi che ilsussidiario.net, attraverso i contributi di vari autori, fa notare come l’attuale situazione monetaria e macro dell’Ue sia null’altro che una scelta strategica di Berlino e Francoforte, ovvero del governo tedesco e della sua “reale” banca centrale, ovvero la Bce, per favorire la Germania a spese dei cosiddetti Pigs.

 

Berlino sa che le sue banche sono esposte in maniera pesante sui mercati periferici del debito e che una crisi dell’eurozona non salverebbe nessuno: quindi, mettiamo fieno in cascina e pronti alla seconda opzione, ovvero quell’eurozona a due velocità e due monete (euro1 ed euro2) cui Deutsche Bank ha dedicato più di un report nell’ultimo periodo (gli analisti studiavano come scaricare i cugini del Sud, mentre i traders, forti del bando sul naked short imposto da Frau Merkel, facevano indigestione di cds greci, spagnoli e portoghesi).

 

Stando a dati diffusi venerdì scorso, la locomotiva tedesca ha archiviato un secondo trimestre d’oro. Il Prodotto interno lordo della Germania ha segnato, nel secondo trimestre dell’anno, secondo i dati preliminari rilevati dall’ufficio statistico federale corretti per gli effetti stagionali, un aumento del 2,2% rispetto al trimestre precedente. Il dato batte le stime del consensus di analisti che, secondo un sondaggio di Bloomberg, avevano previsto in media un rialzo intorno all’1,3%. Anno su anno la crescita è del 4,1% (+2,1% rivisto nei primi tre mesi).

 

L’economia della Germania sta così crescendo al ritmo più veloce dalla riunificazione: «Non c’é mai stata una crescita così forte nella Germania riunificata», sottolinea l’Ufficio federale di statistica che ha rivisto la crescita del primo trimestre al rialzo dallo 0,2% allo 0,5%. La congiuntura tedesca sta cogliendo le opportunità offerte dalla ripresa della domanda globale, quindi dal rilancio delle esportazioni favorite dalle quotazioni dell’euro che (con un calo del 10% rispetto al dollaro in un anno) rende più competitiva l’offerta europea. Esportazioni e investimenti, ha indicato l’ufficio di statistica tedesco, sono stati i driver principali della crescita nel secondo trimestre.

 

Si impicchino, scusate la figura retorica. Non tanto perché i ligi tedeschi dovrebbero pagare l’atteggiamento da cicale dei Pigs, anzi. Bensì perché fa lievemente perdere le staffe il fatto che la Bce, che dovrebbe fare gli interessi di tutti i i membri, stia agendo da mesi come potentissima succursale della Bundesbank: questo non va bene (ora si capisce anche il “niet” di Weber alla Bce dichiarato qualche settimana fa dal Financial Times).

 

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COMMENTI
20/08/2010 - soluzioni new normal quali il SEMIALTERNO propone (giulio mancabelli)

Ora,fed. rappresenterà inizialmente un moltiplicare di centri e costi. Per non rischiare di finire in senso negativo come sembra svilupparsi la spagn. per l’eccessivo indebitamento regionale che di riflesso minaccio anche il fed.italiano. Conseg., la crisi politico-istit.in Italia se diventare sempre più patologica e per esasperazione mettere sempre più in dubbio lo sviluppo del fed.Al di là delle rassicurazioni di Calderoli nei confronti anche del Card. Bagnasco Quindi,affinché il fed.possa diventare un’autentica opportunità oltre che a lavorare molto per promuovere sviluppo,lavoro e dare inizio ad una progressiva riduzione della finanza derivata che come un“must”dovrà terminare e per sussidiarietà dasre autonomi. Principal.per rendersi effettivamente competitivi servirà tagliare di molto il lardo buroplutocrat. che ci avvolge ed opprime su molti fronti e livelli ridimension.il numero degli addetti degli apparati rendendo la strutturale ad ideali soli due strutturati prevalenti livelli, organici a filiera corta, grazie ad un accorto utilizzo delle nuove tecnologie informatiche solo così si potrà risultare competivi ricrendo un effettivo bipolarismo concrreziale aperto quanto il Sistema SEMIALTERNO propugna strutturandosi su una base proporzionale viene sostituito da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costit.dopo la quale, si ritornerà a mandate a base proporzionale!

 
19/08/2010 - Il pericolo del federalismo (Antonio Maggio)

Caro Bottarelli, grazie per le informazioni come sempre puntuali e degne di massima riflessione. Due questioni. La prima. In Italia il federalismo rischia in effetti di moltiplicare i centri di costo. Il motivo sta nella concezione di fatto "centralista" del rapporto tra stato e singolo cittadino. Senza una rigenerazione basata sul principio di sussidiarietà ho il timore che il federalismo si limiti e si fermi (nelle più rosee previsioni) in una riforma della sanità basata sui costi standard. La domanda sorge spontanea: serviva richiamare il federalismo per definire dei valori medi cui tutte le strutture sanitarie devono attenersi? Seconda. Mi pare che la questione euro1 e euro2, per quanto "spinta" e desiderata non possa essere praticabile: cosa si fa, si ristampano nuovamente i marchi che andranno a sostituire l'euro nel Nord Europa? Più probabilmente si vedrà un'Europa spaccata in due (come in Italia) con economie che viaggiano a due velocità. E ci saranno paesi costretti a pagare maggiori interessi per il proprio debito pubblico (come in uno stesso paese ci sono aziende che pagano tassi diversi a seconda della loro "bontà" creditizia). Il problema sarà: quanto potrà essere elevata (sopportabile) la tassazione ? O in alternativa si dovrà taglierà un pò di spesa pubblica e purtoppo non sarà più solo quello di "spreco" ma anche l'essenziale, quella propria di uno Stato, seppur "minimo"?

 
19/08/2010 - domande (frigerio angelo)

Lucida e Galileiana, come sempre, l'analisi di Bottarelli. Una domanda: ma come mai la recente asta dei bond spagnoli e greci ha avuto così grande successo? Per dirla alla Mourinho: sono tutti pirla?

RISPOSTA:

Caro Frigerio, sono tutt'altro che pirla i sottoscrittori di bond sovrani!!! In questo momento i grandi investitori sfuggono come la peste i mercati azionari e si lanciano su quelli delle obbligazioni statali che garantiscono buoni rendimenti (non certo come quelli folli pagati da Grecia, Spagna e Portogallo all'inizio dell'eurocrisi) e, soprattutto, diversificazione nel tempo: una riacutizzarsi della crisi del debito sovrano per Portogallo, Spagna e Grecia (e, ahime, anche Italia in maniera minore) è più che probabile, quindi i rendimenti salgono. Calcoli, poi, che chi investe pesantemente in questo mercato, agisce in contemporanea sulla leva dei cds, coprendosi dai rischi e garantendosi un investimento con hedging a prova pressoché di bomba. Il successo di quelle aste, paradossalmente e alla luce della realtà mraco e del debito di quei paesi, deve farci preoccupare, non gioire per la fine della crisi del debito. L'autunno, purtroppo, sarà galantuomo da questo punto di vista. Cordialmente (Mauro Bottarelli)

 
19/08/2010 - federalismo catalano (Luca Battanta)

L'articolo è decisamente interessante,l'unico punto su cui ho qualche perplessità riguarda la questione della Spagna. Mi spiego:trovo che un aumento dell'autonomia(fiscale,mi pare alla fine si parli di questo) della Catalogna(in cui tra l'altro buona parte della popolazione usa il catalano al posto dello spagnolo e dove,ad esempio,il terzo canale della tv pubblica in Catalogna è in catalano) se nel breve periodo possa creare qualche problema al risanamento dei bilanci alle(solite) regioni spagnole che rischiano il default nel medio periodo possa essere spunto per responsabilizzare la classe politica di quelle regioni. Va ricordato anche che il federalismo nel nostro paese è anni luce più indietro rispetto a quanto è stato concesso a Catalogna e Paesi Baschi. Io credo che in Italia l'introduzione dei costi standard è uno degli aspetti primari: non è possibile che in alcune regioni italiane il costo di un servizio sanitario sia 50 in un altra 200.Evidentemente c'è qualcosa che non va e l'introduzione dei costi standard anzichè della spesa storica è un grande passo in avanti per la responsabilizzazione della classe politica.Altrimenti la regione virtuosa si trova senza soldi per le infrastrutture mentre un amministratore poco oculato può andare avanti a sprecare(tanto ripiana lo Stato i debiti fatti). E quale momento è migliore rispetto alla fine di una crisi per una seria riorganizzazione dello stato ed in particolare della sua fiscalità?

 
19/08/2010 - squali e gechi (giorgio cordiero)

I gechi sono i "virtuosi" dell'economia europea, leggi Germania e Francia, che si arrampicano mimetizzandosi sui vetri, creano il problema, e succhiano le energia ai maiali (pigs). Poi ci sono gli squali, caro Bottarelli. Questi sono sovranazionali(apolidi direi) ed il rally di giugno (giustamente gonfiato come lei ben sostiene) ne è una delle prove(come pure l'attacco all'euro dei mesi precedenti).Nell'articolo di Passali di oggi (che ho positivamente commentato) si fa finalmente luce sul mondo della finanza, Gli eventi poco probabili si verificano sul mercato finanziario con una frequesnza sempre maggiore . Dietro a tutto ciò c'è la speculazione. Tutto questo fa si che operare previsioni sull'andamento dei mercati finanziari ,basandosi (come lei fa benissimo) su analisi limpide e razionali...diventi azzardato. In realtà il mercato finanziario rimane (negli ultimi 20 anni è stato così) COMPLETAMENTE SLEGATO dalla realtà delle economie.I dati macroeconomici vengono strumentalizzati ed enfatizzati dagli operatori/speculatori di borsa a seconda del fatto che questi abbiano posizioni rialziste , o ribassiste e i derivati, con l'effetto leva ,creano e distruggono moneta. Le ultime crisi sono PARTITE DA SPECULAZIONI BORSISTICHE, che solo apparentemente hanno "cavalcato" dati macroeconomici,interpretandoli a loro piacimento. Bisogna regolamentare subito i mercati percè questi giocano sulla pelle dei popoli. Questi squali si che si dovrebbero impiccare. Ma il cappio è nostro.