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FINANZA/ 2. Basta la matematica a svelare i “trucchi” degli speculatori

Pubblicazione:giovedì 19 agosto 2010

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Tanto per riportare un esempio del citato libro, il 31 agosto del 1998 il Dow Jones ebbe un calo notevolissimo, del 6,8%. In quell’estate si stava diffondendo la voce di una possibile insolvenza della Russia, e i mercati finanziari iniziarono ad avere delle discese fuori norma. Ma “in base alle teorie standard, quelle insegnate nelle facoltà di economia di tutto il mondo, la probabilità del collasso finale del 31 agosto è pari a 1 su 20 milioni, il che significa che si tratta di un evento che, operando tutti i giorni nel mondo della Borsa per quasi centomila anni, non ci aspetterebbe di vedere neanche una volta” (pag. 5).

 

Ma si è trattato di un singolo episodio straordinario? Non secondo Mandelbrot. “Nei mercati finanziari accadono di continuo eventi all’apparenza improbabili. Un anno prima il Dow Jones era diminuito del 7,7% in un solo giorno (probabilità: 1 su 50 miliardi). Nel luglio del 2002, l’indice registrò tre cadute notevoli nell’arco di sette giorni di contrattazione (probabilità: 1 su 4000 miliardi)”.

 

Ma allora, quali sono le conseguenze di queste osservazioni? Qual è il succo del libro di Mandelbrot? La conclusione fondamentale è che il cuore della finanza è frattale. E cosa vuol dire questo?

 

In sostanza vuol dire che i mercati finanziari sono molto più rischiosi di quanto ci viene raccontato, e magari di quanto ha compreso una certa ideologia oggi dominante. E poi vuol dire che i mercati finanziari vivono in realtà una continua asimmetria informativa, uno dei motivi per cui avvengono improvvise e violente variazioni dei valori. Infine, vuol dire anche che i mercati finanziari, nei loro movimenti, hanno “memoria” dei movimenti passati. Tutto ciò ovviamente contrasta completamente con l’idea di una presunta efficienza degli stessi.

 

E proprio queste inefficienze sono quelle sfruttate dalla grande speculazione, capace di investire miliardi sui mercati finanziari e di ottenere profitti stratosferici ai danni di un popolo. Come quello che fece George Soros con la sterlina, quasi vent’anni fa. Nei mercati finanziari si tratta di speculazione, di computer e di numeri. Il fatto che dall’altra parte ci sia una persona che, se noi guadagniamo soldi, sta perdendo i suoi, semplicemente non è analizzata o minimamente considerata. E così, nonostante Soros abbia guadagnato una fortuna a spese di un popolo, se ne va in giro per il mondo osannato e riverito come un esperto, un guru della finanza, invece di essere ricercato dalle polizie di tutto il mondo.

 

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COMMENTI
19/08/2010 - Sindrome schizoaffettiva (Francesco Giuseppe Pianori)

Da giovane mi dichiararono affetto da Sindrome maniaco-depressiva, meglio conosciuta come depressione bipolare. Mi riconobbero anche una certa forma di schizofrenia. Ne soffro tuttora. Dico sul serio. La Finanza internazionale così come è concepita e vissuta attualmente è per me di una chiarezza assoluta. Il perché è semplice: riconosco in essa la stessa irrazionalità e disaffettività di cui soffro. Picchi ed avvallamenti si susseguono in lei come in me in modo del tutto aleatorio. Facilmente riesco a prevedere perciò che cosa succederà nei mercati: l'assurdo più totale. Condivido allo stesso modo il giudizio sull'"intelligenza economica" di Soros espressa nell'articolo. Spero che l'Interpol se ne renda finalmente conto. Ottima la spiegazione matematica, anche se "i banditi" non amano fare di conto: nemmeno le donne riescono a concepirle in termini di frattali, eppure se solo ci provassero... Grazie, dott. Passali, continui e speriamo che il Sussidiario le offra ancora spazio.

 
19/08/2010 - Trucchi svelati (Diego Perna)

I suoi articoli sono sempre interessanti, è per questo che il Sussidiario li pubblica. Ma non è solo questo, purtroppo. Non che sia scoraggiato, tutto il cammino umano verso il bene, perché è di questo che lei parla, è un lungo e sofferente parto. Tornando comunque al tema sono d'accordo che andrebbero cambiate le regole del gioco, ed è ovvio che chi le fa e ne trae vantaggio, non ha nessun interesse a cambiarle, almeno adesso. Provo sempre un certo fastidio quando sento dire dai media che la ripresa c'è, a fronte dell'aumento dei disoccupati, quasi che la seconda, avesse poca o minore importanza, come se con il tempo, mesi o forse anni, tutti saranno riammessi a partecipare alle suddivisione delle risorse. Non facciamoci illusioni, perché così non sarà, verrebbe meno, oggi, quella tabella tanto eloquente di come funziona il potere nel pianeta.Non è un caso che i ricchi, siano al comando e siano anche osannati. In Italia gli esempi non mancano. Che strada dovremmo intraprendere per vedere dei cambiamenti a breve? Lei non è l'unico a denunciare ciò che non è -giusto- anche il Papa nell'enciclica lo fa. Io credo che si dovrebbe restituire valore all'amicizia, alla condivisione, alla capacità effettiva di produrre ricchezza non solo per se e per l'accumulo inutile; ma le nostre classi politiche non hanno nemmeno idea di ciò che questo significhi. Io, come tanti non vediamo soluzioni e spesso rimane addosso come un senso di frustrazione, che spesso degenera in rabbia.Buon Giorno

 
19/08/2010 - domanda (Stefano Gianni)

l'articolo è molto chiaro, tuttavia resta aperta la domanda finale: non va bene questo tipo di finanza, e siamo d'accordo, ma cosa propone come alternativa ?

 
19/08/2010 - alleluja/2 (giorgio cordiero)

Il Var assunto dalla normativa MIFID come discrimine..NOrmativa buffonesca che non tutela il risparmiatore/investitore, ma semmai para il deretano alle banche. IL Var è un algoritmo puro che non pesa l'evento poco probabiile come tale, quindi NON E' REALE, può anche essere matematicamente corretto, ma è inefficiente. Poi la creazione della moneta e l'effetto leva (ho già inserito commenti in questo senso). La moneta create e distrutta dal nulla corre il serio rischio di far perdere fiducia nel denaro, quando la gente si accorgera' che il denaro che ha in tasca non vale nulla? (anzi per effetto del signoraggio e della leva finanziaria rappresenta semmai un debito). Già...ogni fine mese veniamo pagati con DEBITI. Mi consola vedere che ci sono docenti che si stanno accorgendo di queste cose che io, nella mia immensa ignoranza affermo da un ventennio, scontrandomi con gli economisti al punto di andarmene dall'università senza laurea , ma con la mia dignità. Gli atenei devono diffondere questa cultura e devono farlo SUBITO ...è già tardi.

 
19/08/2010 - singing alleluja!!! (giorgio cordiero)

Finalmante! Finalmente trovo uno studioso che la pensa come me, povero ragioniere, che si sbatte nel mondo della finanza da 25 anni. Gli "eventi poco probabili" si verificano con frequenza nei mercati finanziari e gli speculatori ci sguazzano. Non solo: ho appena ricevuto un invito gratuito per un corso di trading intra day che si terrà a Roma a settembre, dopo il film scuola di polizia, ci sarà quello "scuola di speculazione"...che bello!!! Sono anni che sento tutta la mia responsabilità nei confronti dei clienti e sono anni che mi batto contro i bocconiani e di stupidaggini ne ho sentite davvero molte. Lo studio dei portafogli efficienti:secondo il modello Frank Russell vengono presi in considerazione 20.000, scenari possibili che vengono distribuiti sulla curva gaussiana,in questo modo si riesce a CONTROLLARE IL RISCHIO. La prima volta che ne sentii parlare la prima immagine che mi apparve in mente fu la vecchia pubblicità della grappa julia "via la testa, via la coda...riane il cuore", mi parve una stupidaggine, tanto è che il modello Russel si rivelò per quella "supercazzola" che era e fallì miseramente (dopo aver fatto perdere un sacco di soldi alla gente). Allora si passò allo studio del VAR (value at risk). La domanda fatta agli investitori era "caro signore, se io avessi un modello che le consente di misurare e di controllare il rischio...mi affiderebbe il suo denaro?". Peccato che il VAR (poi assunto come discrimine anche dalla buffonesca normativa MIfid...