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FINANZA/ Cleveland vs. Wall Street: la verità sulla crisi in un film

Pubblicazione:venerdì 20 agosto 2010

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Certo, queste osservazioni non assolvono le banche che hanno creato un meccanismo infernale per alimentare una pioggia di profitti per poi spalmare i rischi in tutto il pianeta. Ma la lezione resta comunque preziosa: la demagogia, l’apparente “buonismo” spesso nasconde trappole mortali per i più deboli. Così come il cinismo che si annida dietro certa scienza giuridica. Non è difficile, per il legale della banca, dimostrare che tutti i rischi impliciti nel subprime erano ben spiegati nei voluminosi prospetti che nessuno, a partire dai contraenti, ha letto.

 

Ma la lezione di “Cleveland contro Wall Street” è utile soprattutto per un’altra elementare ragione: la crisi è tutt’altro che finita. Fino a oggi, ha annunciato il sottosegretario al Tesoro Tim Geithner, sono 2,8 milioni le case confiscate dal sistema bancario. Ma la cifra è destinata a salire a 4,5 milioni entro la fine dell’anno. Il tasso dei fallimenti familiari, pari al 3,3% al momento dell’insediamento di Obama, è salito al 9,4%, mentre i prezzi del mercato immobiliari sono in media sotto del 30% rispetto al 2006.

 

Ma le medie, si sa, spesso non rendono giustizia al dramma delle persone. Milioni di essere umani costretti a cambiare tenore, ma anche a modificare il proprio sistema di valori. Milioni di americani obbligati, dalla sorte, a prender atto che, il più delle volte, la cosa più conveniente da fare è quella di non pagare quanto dovuto al sistema bancario ma attendere con pazienza l’ora del proprio sfratto che, forse, non arriverà mai. Ci sono Stati, vedi la California o il Texas, in cui la banca può agire per conto proprio, di fronte all’insolvenza. Altri, come la Florida o New York, in cui è necessario attendere la pronuncia del giudice che, ormai, avviene in tempi all’italiana: 519 giorni a Miami per eseguire il foreclosure, addirittura 561 a New York.

 

E le cose, mentre l’amministrazione Usa è costretta a intervenire di nuovo a sostegno delle agenzie federali Freddie Mac e Fannie Mae (unico sostegno al mutuo sostenibile), sembrano destinate a peggiorare. Insomma, per evitare che “Cleveland contro Wall Street” non sia che il prologo di un processo ben più radicale al sistema occorrono gesti politici forti che Washington, da sola, non sembra in grado di fare visto lo stato delle finanze pubbliche americane. Ma che sono necessari: la finanza può e deve tornare al servizio dell’essere umano, ci dimostra il processo virtuale di Cleveland.



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COMMENTI
21/08/2010 - Sospensione dei mutui (Diego Perna)

Forse, anzi sicuramente, questo mio commento con l'articolo non c'entra, ma secondo me tutta questa enfasi che si è data alla bontà di questo provvedimento, la possibilità di pagare solo gli interessi, e rimandare di un anno o due la quota capitale, favorisce di più le banche e non chi, costretto per motivi economici, a chiedere la sospensione del mutuo, di fatto aumenta i propri debiti. Poi , come si sa, se il mutuo si è contratto da poco, nella rata prevale l'interesse, così che solo chi sta terminando, può averne un beneficio, se si trova con l'acqua alla gola. Così è anche nella rateizzazione di tasse e sanzioni eventuali,le varie agenzie di riscossione applicano con stratagemmi che occultano l'usura, tassi del 20% annui, ed io ne so qualcosa. Insomma tutto a favore dei potenti, di cui le banche sono parte integrante. Quando si dice della bontà nel comprendere i problemi della gente, forse bisognerebbe spiegare meglio le cose. Va beh , era solo per scrivere qualcosa che tutti sappiamo, ma nessuno dice. Buona Giornata

 
20/08/2010 - gekko (giorgio cordiero)

Ricordate il 1987? il primo Wall street? Parlo del film con M Douglas. nel 1929, come nel 1987 e più che mai ora...tutto vero. Nel 2006 una mia cliente che si era trasfrita a Cleveland mi raccontò di essersi rivolta alla sua banca e di aver chiesto un mutuo. La rata raggiungeva i 4000 u$ al mese e lei ne guadagnava 5000. Perplessa, visto che si trattava di un tasso variabile, rifiutò le condizioni e non comprò casa, ma l'impiegato (se dicente financial advisor) spinto sicuramente dalla forte politica di incentivi e dai budget settimanali che la panca gli proponeva (in modo coercitivo) insistette moltissimo. "Madam, there are no problams...Next year you'll came here and we will provide to upgrade your value, if you want we can finance the whole prize, including all the furnoshings...you know ...next year your building will rise onto 50%" Traduco"Signora, non esistono problemi, il prossimo anni verrà qui è noi rinegozieremo il mutuo, aumentandolo, se vuole possiamo finanziare tutta la cifra, suppellettili incluse, tanto il prossimo anno la sua casa varrà un 50% in più. Se la mia cliente avese accettato...nel 2008 la casa avrebbe avuto lo stasso valore , ma il suo stipendio...beh lei fu licenziata.. Fate un po' voi.