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FINANZA/ I rischi dei nuovi derivati che ingolosiscono le banche

Pubblicazione:venerdì 20 agosto 2010

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Le banche non hanno imparato nulla da questa storia? Si direbbe di no, anche se, come da copione, questa volta la tragedia rischia di ripetersi in farsa. Da tre anni ormai, banche, fondi e assicurazioni si guardano intorno nell’attesa di trovare qualche nuova soluzione. E quando alla fine la montagna ha partorito lo stress-test, gli istituti finanziari hanno semplicemente ripreso il lavoro da dove era stato abbandonato nel 2007. Cosa succederà?

 

Si direbbe che si ricomincerà a macinare debito. E il modello sarà ancora il celebre OtD, origination to distribution. In pratica, le banche erogheranno finanziamenti, li impacchetteranno in titoli (la cartolarizzazione) e li rivenderanno sul mercato. Niente di nuovo, all’apparenza.

 

Tuttavia vale la pena dedicare qualche riga al meccanismo che gestisce questo processo di credito. Se per un secondo immaginiamo di scoperchiare un telaio, così da osservare da vicino un ipotetico “motore del credito”, troveremo che il modello OtD è composto in definitiva da tre parti distinte.

 

Una volta messo in moto il meccanismo, il prestito “alpha” entra innanzitutto nell’attivo dell’istituto erogatore. Qui è contabilizzato secondo i dettami di Basilea e consuma capacità di rischio secondo il rating creditizio assegnatogli dalle agenzie (prima anomalia: il profilo di rischio non è valutato dall’istituto, ma da un soggetto terzo che tuttavia deve risponderne all’erogatore).

 

Nel secondo passaggio, il credito entra in una vera e propria camera di combustione: attraverso un processo di cartolarizzazione i finanziamenti vengono scomposti e rimpacchettati in titoli che si posizionano nel passivo dell’istituto erogatore. Da qui il rischio del prestito è distribuito sul mercato attraverso un processo di emissione che con un po’ di fantasia può essere paragonato a un tubo di scappamento. In questo terzo passaggio, il titolo passa all’attivo di un altro istituto, acquirente del credito sul mercato.

 

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