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ANTICIPAZIONE/ Passera (Intesa Sanpaolo): bene il rigore, ma per la vera ripresa servono Pmi competitive

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Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)  Corrado Passera (Foto Imagoeconomica)

In Intesa Sanpaolo abbiamo costituito una banca specificatamente dedicata al finanziamento delle infrastrutture. Sul fronte della riduzione dei molteplici gap infrastrutturali che caratterizzano il nostro sistema Paese, dalle strade alle ferrovie, dalle infrastrutture energetiche come termovalorizzatori e rigassificatori alle reti innovative di telecomunicazione, credo che molto si possa fare. Le condizioni finanziarie per investire a lungo termine sono oggi favorevoli: basso costo del denaro e bassa inflazione. Il connubio fra rigore e spesa pubblica trova negli investimenti infrastrutturali quella sintesi in grado di rilanciare le crescita e l’occupazione sia nel breve che nel medio periodo.

 

Ci potrebbero essere problemi a livello di risorse? Potrà essere utile il project finance?

 

Le risorse sono scarse, ma possono essere trovate. Oltre alle risorse che potrebbero essere ricavate attraverso una rigorosa politica di contenimento della spesa corrente - e soprattutto degli sprechi - e di contrasto all’evasione, ci sono i tanti fondi pubblici stanziati e non ancora spesi e ciò vale anche per molti fondi comunitari, soprattutto al Sud. Molti progetti infrastrutturali si possono autofinanziare, anche attivando la finanza di progetto e mobilitando fondi privati. La collaborazione tra pubblico e privato può portare a grandi risultati. Il nodo centrale è la certezza dei tempi e del processo decisionale a tutti i livelli autorizzativi. È molto difficile strutturare operazioni di project finance quando i tempi possono dilatarsi a dismisura senza che nessuno se ne senta responsabile.

 

È ormai da diversi anni che lei partecipa al Meeting di Rimini. Cosa trova di particolare in questo evento? C’è qualcosa che la colpisce e che la spinge a tornare ogni volta?

 

Da parecchi anni partecipo con convinzione al Meeting perché sono invitato da amici che stimo e con i quali collaboriamo per tutto il corso dell’anno. È un evento che mi appassiona perché è profondamente aperto, perché sa combinare pensiero e azione, perche si parla di bene comune e si agisce per perseguirlo, perché sa sorprendere con temi mai scontati. E quest’anno non fa eccezione: bellissimo il richiamo ad avere il coraggio di immaginare e di realizzare grandi cose, grandissime cose, per noi stessi e per la società tutta, andando ben oltre i limiti e le prudenze della sola razionalità.



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