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ANTICIPAZIONE/ Campiglio: il dono di Warren Buffett e Bill Gates può far felice anche l’Italia

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Warren Buffett (Foto Imagoeconomica)  Warren Buffett (Foto Imagoeconomica)

È tuttavia possibile trasformare i “doni di mercato” in “doni personali” quando vi sia un soggetto economico che operi da intermediario fra una disponibilità a “donare” nella consapevolezza che vi sono altre persone che hanno il bisogno di “ricevere” un aiuto materiale insieme a quello morale. È questa l’esperienza di successo del Banco Alimentare, di cui l’annuale “colletta” è simbolo tangibile di un’esperienza partecipata e coinvolgente.

 

Il dono è necessariamente privato perché implica un rapporto umano diretto fra due persone, anche quando sia mediato da ente intermedio, e non è quindi possibile che si stabilisca una relazione diretta fra lo Stato e un cittadino, se non rispettando le regole impersonali del procedimento burocratico. Lo Stato può invece promuovere quelle realtà intermedie che meglio possono favorire un rapporto diretto, viso-a-viso, fra due persone che si conoscono o desiderano conoscersi.

 

L’analisi dei problemi ambientali legati ai dilemmi della cosiddetta “proprietà comune”, come i mari, ha portato all’evoluzione di un nuovo approccio al funzionamento dei mercati, in cui diventano centrali le istituzioni che consentono ai soggetti economici di promuovere forme di auto-organizzazione basate sulla fiducia, il controllo reciproco, la libera scelta di sanzioni graduate, meccanismi di rapida risoluzione dei conflitti, distribuzione dei costi in proporzione ai benefici, imprese organizzate su livelli molteplici e nidificati, sistemi policentrici per governare la complessità: questa categoria di beni, centrale per il mondo del XXI secolo, rappresentano in realtà “doni” per la famiglia umana, che ne ha la custodia più che la proprietà.

 

Sono necessarie istituzioni che migliorino la capacità di custodire questi “doni collettivi” con la medesima cura dei beni di proprietà privata. Le comunità, dotate di senso civico, assolvono questo compito meglio di quanto avvenga da parti di entità statuali.

 

Il valore delle donazioni monetarie negli Stati Uniti è stato pari nel 2009 al 2,1% del Pil e la donazione media delle famiglie americane è stata di 1.940 dollari (includendo i non donatori): questo elevato ammontare di risorse è indirizzato a sostenere l’attività di 1,2 milioni organizzazioni caritative. Nonostante la crisi, la diminuzione delle donazioni nel 2009, rispetto al 2008, è stata contenuta al 3,6% ed è proprio nel corso di questa Grande Crisi che le famiglie Gates e Buffett hanno promosso un’iniziativa del tutto nuova, con la quale hanno invitato i miliardari americani a sottoscrivere un impegno a lasciare in eredità almeno il 50% del loro patrimonio: all’inizio di agosto del 2010 già 40 altri miliardari americani avevano aderito all’iniziativa denominata “The Giving Pledge”, cioè “La promessa solenne a donare”.

 

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