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ANTICIPAZIONE/ Vignali (Pdl): alle Pmi serve una politica d'attacco a banche ed Europa

Pubblicazione:lunedì 23 agosto 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Purtroppo, in alcuni ambienti intellettuali, si sta rifacendo avanti l’idea che il problema della nostra economia sia la piccola dimensione delle nostre imprese. E questo è l’errore più grave: possiamo sognare un sistema che non c’è, ma non sarà questo sogno a creare Pil e occupazione. Al contrario dobbiamo ripartire da quello che c’è, che non è un punto di debolezza, ma di forza. Gli ultimi dieci anni, dopo l’introduzione dell’euro e l’affermarsi della globalizzazione hanno visto i nostri piccoli e medi imprenditori puntare con decisione su qualità, innovazione e internazionalizzazione, non senza la capacità di fare rete tra loro; se in questi mesi le piccole imprese non hanno licenziato, è anche perché hanno capito che il segreto del loro successo sta in quel capitale umano che permette alle loro aziende di fare cose belle che il mondo ci invidia.

 

Ci sono allora tre cose che solo la politica può fare e che però deve fare subito, se vogliamo imboccare definitivamente la strada della ripresa, in attesa della necessaria riforma fiscale.

La prima è una rivoluzione culturale, passare dal sospetto alla fiducia verso chi fa impresa e, nello stesso tempo, improntare le politiche fiscali e industriali partendo dal principio “pensare innanzitutto al piccolo”, come prevede lo Small Business Act dell’Unione Europea. Sono questi i contenuti del disegno di legge sullo Statuto delle Imprese, che in autunno sarà approvato dal Parlamento.

 

La seconda è riprendere con decisione una battaglia in Europa per la tutela del Made in Italy. Non si tratta di una battaglia di retroguardia di stampo protezionistico; al contrario, significa porre all’Europa una sfida fondamentale, per fare comprendere a Bruxelles che la competitività del nostro continente non sta nell’eliminare le differenze o nel livellarle verso il basso, ma nell’esaltarle in una leale concorrenza.

 

La terza è intervenire perché Basilea 3 non sia semplicemente un sistema per mettere in sicurezza le banche, ma con l’effetto di ottenere una ulteriore restrizione del credito, che resta già ora uno dei problemi più gravi per gli imprenditori, in particolare per quelli che sono intenzionati a investire.

 

Sono tre azioni politiche che possono offrire un forte sostegno ai nostri imprenditori e costituire il vero e definitivo rilancio della nostra economia. Perché l’economia non è fatta di algoritmi. È fatta di carne, di sudore e… di cuore.



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COMMENTI
23/08/2010 - PMI (Diego Perna)

Grazie per la sua tenacia nella difesa di Made in Italy e e PMI. Ce la faremo ? Sperem, l'importante e lavorarci insieme, non con -ghe pens mi-. Da soli non si va da nessuna parte, anche coi mld.