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FINANZA/ La Grecia torna a minacciare l’Europa

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Chris Pryce di Fitch Ratings conferma senza tanti giri di parole che la Grecia è sull’orlo dello status di junk, spazzatura: «Mi aspetto che l’economia si contrarrà tra il 4,5% e il 5% quest’anno, molto peggio rispetto alle previsioni degli analisti. Al momento è gestibile ma occorre capire quale sarà il tenore del declino, se questo ci sarà, l’anno prossimo e la gestione del deficit: la Grecia, in quel caso, potrà accettare e sopportare ulteriore austerity? Ora quasi tutti sono in vacanza ma quando torneranno dovranno affrontare la miseria del loro nuovo mondo in autunno. A quel punto vedremo».

 

I cds sul debito sovrano greco sono a quota 841 punti base, quattro volte quelli del disastrato Portogallo: certo, l’hedging ha un ruolo pesante - come dar torto a chi si difende dai rischi di default - ma il significato reale di questo dato, come di quello dello spread dei bonds sul benchmark tedesco, è che i mercati non credono alla percorribilità del piano Ue-Fmi e del risanamento all’irlandese.

 

Anche in questo caso, difficile dar loro torto. C’è terribile instabilità e nervosismo sui mercati in questa fine di estate, segnale che i timori per l’autunno si fanno sentire: il 20 agosto l’indice S&P 500 di Wall Street ha conosciuto un volume decisamente inusuale di scambi, con enormi dislivelli tra le azioni trattate al 50% in meno del loro valore medio e titoli trattati al 40%: è un bruttissimo segnale, il secondo in due settimane. Si sentono gli echi sinistri dell’Hindenburg Omen: di cosa si tratti, ne parleremo giovedì.



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