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Economia e Finanza

CRISI/ Geronzi: bene il Governo, ora bond europei per rilanciare lo sviluppo

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Dovrà avere più capitale, meno debiti, minore esposizione di rischi, per potere svolgere la sua elettiva funzione ed essere capace di una sintesi nuova tra interessi aziendali e interessi generali. Oggi, in Italia, da un lato, bisogna riequilibrare la finanza pubblica, dall’altro, è fondamentale attivare una crescita maggiore di quella prevista, pur comparativamente da non sottovalutare, dell’1% nel 2010 e nel 2011.

 

Muove in una corretta direzione la manovra finanziaria approvata dal Governo a fine luglio. L’attuazione del federalismo fiscale, in una logica di cooperazione e solidarietà nazionale, accentua l’esigenza di un protagonismo delle forze sociali ed economiche del territorio. Sarà fondamentale affrontare le riforme di struttura, reagire al calo demografico, contrastare quel vero e proprio bradisismo economico che ci caratterizza da un quindicennio per il quale avanziamo sempre della metà rispetto ai nostri concorrenti. Nel versante dell’Unione Europea, è fondamentale dare avvio alla costruzione di un governo economico, per la quale non è sufficiente la pur importante revisione della struttura e dei contenuti del Patto di stabilità e di crescita.

 

Nel frattempo, occorrono scelte concrete, che facciano avvertire effettivamente l’essenzialità del ruolo dell’Unione, quale potrebbe essere un programma di emissione di titoli europei per finanziare un piano comunitario di sviluppo nelle infrastrutture e nella ricerca. All’interno, e in coerenza con gli indirizzi europei, come accennato, è cruciale rialimentare la crescita. Gli ammortizzatori hanno svolto un ruolo importante. Ma occorre ora guardare alla prospettiva, in maggiore lontananza.