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NAPOLITANO/ Il capo dello Stato chiede alla Fiat di obbedire alla sentenza dei giudici

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Napolitano fa dunque riferimento alla lettera che i tre operai avevano inviato proprio al presidente della Repubblica per chiedere si facesse garante e difensore della loro situazione, appellandosi alla costituzione e alle leggi dello stato..

“La decisione della Fiat Sata di non reintegrarci” scrivevano i tre operai “nel nostro posto di lavoro è una palese violazione dell'articolo 28 della legge 300 del 1970 e della norma penale da esso richiamata. In uno Stato di diritto non dovrebbe essere neppure consentito di dichiarare a tutti (stampa compresa) di voler disattendere un provvedimento legalmente impartito dall'autorità giudiziaria con ciò mostrando disprezzo per la Costituzione e per le leggi civili e penali del nostro ordinamento giuridico”.

Anche il ministro Matteoli era intervenuto sulla vicenda, parlando al Meeting di Rimini, dichiarando che le sentenze vanno sempre rispettate, anche quando non fanno piacere.

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