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IDEE/ Marcegaglia: guardiamo a Usa e Germania per superare i limiti di un certo sindacato

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Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)  Emma Marcegaglia (Foto Imagoeconomica)

Giunta ieri al Meeting di Rimini, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, non ha potuto evitare di affrontare i temi che affollano le prime pagine dei giornali. Oltre alle dichiarazioni e alle smentite su possibili elezioni anticipate, l’attenzione è concentrata anche su quanto è accaduto a Melfi, dove Fiat, simbolo dell’industria italiana, ha riammesso in fabbrica, ma non alle linee di lavoro, i tre dipendenti che aveva licenziato e di cui il tribunale del lavoro ha sentenziato la reintegrazione.

 

Presidente Marcegaglia, cosa pensa di quanto è successo a Melfi?

 

Penso che quanto ha fatto Fiat sia in linea con la legge e con la prassi. Le sentenze vanno rispettate e Fiat non sta tenendo un comportamento contrario a quanto deciso dai giudici. L’azienda sta continuando a pagare gli stipendi e permette di fare attività sindacale a questi tre dipendenti. Si parla tanto dei loro diritti, che sono sacrosanti, ma che ne è di quelli degli altri lavoratori che volevano fare il loro dovere e non hanno potuto proprio per l’atteggiamento tenuto dai tre colleghi? Non dimentichiamo poi che anche le imprese hanno il diritto di veder rispettato ed eseguito un contratto che hanno siglato.

 

Cosa accadrà ora?

 

Credo che Fiat attenderà, come è prassi, le prossime decisioni dei giudici. Vorrei in ogni caso ricordare che a Melfi i Cobas hanno proclamato fino al 2014 lo sciopero dello straordinario. Non vorrei inoltre che concentrarsi troppo su questa situazione particolare distragga dal vero tema che è più ampio.

 

E quale sarebbe?

 

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