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MEETING/ Vittadini: Marchionne? Un grande riformatore

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Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)  Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Ma il Meeting di Rimini non si sente un po’ in imbarazzo a ospitare un top manager che due giorni fa è stato criticato da una nota ufficiale del Presidente della Repubblica? «Noi abbiamo invitato Sergio Marchionne molti mesi fa perché c’interessava ascoltare l’esperienza di un capo d’azienda che sta cambiando il modo di fare industria nel mondo: la nostra curiosità è immutata, davvero nessun imbarazzo». Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, sarà ad ascoltare Marchionne con altre centinaia di partecipanti alla settimana riminese, ciellini e non.

 

Come accogliete l’ad della Fiat?

 

Come l’anno scorso abbiamo accolto il governatore Mario Draghi, anche lui per la prima volta a Rimini. Volevamo capirne di più da lui sulla crisi finanziaria. E lui ci ha raccontato quello che gli diceva suo padre: «Se ti va male un affare puoi rifarti, se perdi l’onore puoi riscattarti, se invece perdi il coraggio allora sei davvero nei guai». Ecco: ha riconosciuto che nella crisi di Wall Street è stata bruciata una quantità spaventosa di risparmi, imprese, risorse fiscali e anche molto dell’onore della civiltà libero-mercatista. Ma ci ha ricordato che la vera exit strategy è il coraggio della responsabilità, nelle persone e nelle istituzioni, per ricostruire un vero libero mercato, da cui indietro non si torna. Da quell’incontro è nata perfino una delle nostre mostre di quest’anno.

 

Marchionne difenderà la libertà dell’impresa di cambiare organizzazione per restare competitiva...

 

Marchionne dirà quello che riterrà interessante lui e noi lo ascolteremo, dialogheremo con lui. Certamente la libertà delle persone che lavorano - dell’imprenditore e dei suoi dipendenti - è un filo conduttore di tutti i Meeting: così come lo sono il confronto tra le esperienze di aree diverse del mondo e l’imperativo politico-culturale di non accettare mai lo status quo. Meno che mai di accettare che alcuni individui possano condizionare la libertà di altri individui.

 

Cosa pensa dei licenziamenti di Melfi?

 

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COMMENTI
27/08/2010 - NO,NON CI SIAMO... (Guido Gazzoli)

Per carità ognuno è libero di pensarla come vuole , ma per parlare di vera sussidiarietà credo che l'arco degli ospiti dovrebbe essere più ampio , altrimenti si rischia di fare da applausometro ad un solo tipo di opinione. Perchè credo che il modello che propone Marchionne , che la Marcegaglia esalta sia in verità un vecchissimo trend del mondo industriale Italiano : poter fare gli affari propri tanto se va male si tira tutto allo Stato.E' incredibile come si parli di modello tedesco senza spiegare minimamente che lo stesso mette il mondo imprenditoriale di fronte a responsabilità che in quello Italiano nessuno vuol prendersi. Per creare ricchezza propria in Italia siamo maestri , ma per quella comune (che poi si trasforma in propria) ancora non sappiamo nemmeno lontanamente cosa fare...pardon..fingiamo. e ci imbarchiamo in convegni, festival dell'economia , tavole rotonde nelle quali si finge di discutere ma la discussione è sempre a senso unico. Sarebbe bello poter ospitare anche chi la pensa in maniera diversa e propone modelli magari più sostenibili di quelli proposti in questi aplausometri. Un bel bagno di etica , morale ed umiltà non farebbe male a nessuno : ma questo significherebbe vivere in una democrazia vera , non in una videocrazia che usa la censura al posto del fucile ma che alla fine crea più vittime di una dittatura. le voci vanno acsoltate TUTTE senza distinzioni..altrimenti il caro Tocqueville si rigira nella tomba nel vedere i suoi ideali messi in farsa.