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MEETING/ Vittadini: Marchionne? Un grande riformatore

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Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)  Sergio Marchionne (Foto Imagoeconomica)

Credo che la vicenda legale e giudiziaria - che si muove entro un suo percorso - non debba distogliere l’attenzione dalla sostanza della questione industriale e sindacale, che vale per Fiat e per altri gruppi grandi e piccoli. Dopo la crisi l’impresa deve mutare pelle e meccanismi vitali: chi rifiuta a priori il cambiamento in nome di un sistema di regole pre-crisi ha torto a priori.

 

Il Meeting ha ospitato Emma Marcegaglia...

 

Ci siamo trovati in totale sintonia: abbiamo avuto conferma che anche lei è un’italiana sinceramente preoccupata che il sistema-paese perda competitività internazionale.

 

(Antonio Quaglio)

 

(Tratto da Il Sole 24 Ore di oggi)


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COMMENTI
27/08/2010 - NO,NON CI SIAMO... (Guido Gazzoli)

Per carità ognuno è libero di pensarla come vuole , ma per parlare di vera sussidiarietà credo che l'arco degli ospiti dovrebbe essere più ampio , altrimenti si rischia di fare da applausometro ad un solo tipo di opinione. Perchè credo che il modello che propone Marchionne , che la Marcegaglia esalta sia in verità un vecchissimo trend del mondo industriale Italiano : poter fare gli affari propri tanto se va male si tira tutto allo Stato.E' incredibile come si parli di modello tedesco senza spiegare minimamente che lo stesso mette il mondo imprenditoriale di fronte a responsabilità che in quello Italiano nessuno vuol prendersi. Per creare ricchezza propria in Italia siamo maestri , ma per quella comune (che poi si trasforma in propria) ancora non sappiamo nemmeno lontanamente cosa fare...pardon..fingiamo. e ci imbarchiamo in convegni, festival dell'economia , tavole rotonde nelle quali si finge di discutere ma la discussione è sempre a senso unico. Sarebbe bello poter ospitare anche chi la pensa in maniera diversa e propone modelli magari più sostenibili di quelli proposti in questi aplausometri. Un bel bagno di etica , morale ed umiltà non farebbe male a nessuno : ma questo significherebbe vivere in una democrazia vera , non in una videocrazia che usa la censura al posto del fucile ma che alla fine crea più vittime di una dittatura. le voci vanno acsoltate TUTTE senza distinzioni..altrimenti il caro Tocqueville si rigira nella tomba nel vedere i suoi ideali messi in farsa.