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CRISI/ Gotti Tedeschi: educhiamo al “perché” delle cose invece di seguire alchimie finanziarie

Pubblicazione:venerdì 27 agosto 2010

Padre_FiglioR375_21set08.jpg (Foto)

Tra gli interventi di oggi del Meeting di Rimini ci sarà anche quello di Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior, in un incontro dal titolo “Un impiego per ciascuno. Ognuno al suo lavoro. Una strada per l’uomo”. Nelle scorse settimane su ilsussidiario.net abbiamo parlato della contestazione delle sue tesi a opera di Giovanni Sartori. Oggi abbiamo l’opportunità di farci spiegare direttamente da Gotti Tedeschi perché la crescita demografica è così importante per uscire dalla crisi economica.

 

Professore, ci può anticipare i temi dell’intervento che terrà al Meeting di Rimini?

 

Comincerò spiegando che cosa ha causato la crisi che stiamo attraversando, ovvero il crollo della crescita demografica nei paesi occidentali. Da metà degli anni ‘70, il mondo occidentale ha infatti smesso di fare figli. Questo ha provocato una flessione del Pil e conseguentemente ha innestato tre fenomeni economici: la crescita dei costi fissi delle strutture dei paesi del mondo occidentale; la diminuzione dei risparmi; la crescita delle tasse.

 

Non è stato fatto nulla per contrastare questi fenomeni?

 

Si è cercato di farlo con due interventi che sono risultati insufficienti, seppur opportuni: la ricerca di maggior produttività e la delocalizzazione. C’è stato poi un terzo intervento assolutamente inopportuno e che ha causato ulteriori problemi: la crescita alimentata attraverso il debito. Oggi infatti, i paesi occidentali sono in difficoltà e devono ridurne la mole accumulata nel tempo. L’Italia in particolare deve affrontare i tre principali peccati originali della sua economia: statalismo inefficiente; privatizzazioni malfatte; i problemi creati per entrare nell’euro.

 

Non tutti però sono d’accordo con questa sua analisi, soprattutto per quanto riguarda l’origine principale della crisi. Perché?

 

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