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CRISI/ Gotti Tedeschi: educhiamo al “perché” delle cose invece di seguire alchimie finanziarie

Padre_FiglioR375_21set08.jpg (Foto)

Il primo è questo: invece di pensare a mettere a posto gli strumenti (finanza, controlli, governance), bisogna rimettere a posto l’uomo. Si ridia all’uomo il vero ruolo nell’universo e nella natura. Il problema vero degli strumenti infatti è come vengono usati e questo dipende dal senso che dà loro l’uomo. Bisogna far quindi ritrovare all’uomo il senso della vita. Questo è il compito dei preti. Bisogna che, invece di insegnare politica e sociologia, tornino a insegnare dottrina. La crisi di oggi dipende anche dal fatto che i preti non hanno insegnato dottrina e l’uomo si è perso. Lo dice anche don Massimo Camisasca nel suo ultimo libro “Padre” e lo ha detto anche il cardinal Scola in un incontro di presentazione di questo testo cui ho partecipato.

 

E qual è l’ultimo passaggio necessario?

 

Bisogna fare più figli, ma occorre educarli alla cultura del “saper perché” e non del “saper come”. La mia generazione è cresciuta con la cultura del capire il perché delle cose. Negli anni Ottanta c’è stato un passaggio fondamentale verso una cultura importata dagli Stati Uniti che si preoccupa solo di far apprendere come fare una cosa. Abbiamo perso quindi la domanda chiave che un uomo deve porsi, cioè il perché delle cose. Infatti quando il “come” cambia, ora l’uomo si ritrova spiazzato, non è in grado di capire cosa succede intorno a lui. Occorre quindi ricostruire il modello educativo.

 

(Lorenzo Torrisi)

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