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Economia e Finanza

FINANZA/ Da Spagna e Irlanda i nuovi dati che mettono in crisi l’Europa

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I rendimenti dei bund tedeschi sono ai minimi storici, segnale che lo spread con le obbligazioni degli altri Stati membri sta allargandosi a dismisura: e per chi, come noi, ha gravi problemi di debito, sono davvero brutte nuove. Non a caso, poi, sono ripartiti in grande stile i cross ribassisti contro l’euro, con scommesse miliardarie sul crollo della divisa comune a 1,21 contro il dollaro contro il rally delle ultime settimane che aveva visto molti hedge funds chiudere le posizioni short e scappare con la coda tra le gambe.

 

Due volte lo stesso errore è davvero difficile che lo commettano, quindi questa volta la caduta verso il primo punto di resistenza a 1,19 è più che probabile. Il perché è presto detto da altri due dati, l’uno proveniente dalla Spagna e l’altro dall’Irlanda, due dei membri dei vituperati e traballanti “Pigs”. La Spagna, infatti, sta mettendo tutte le uova rimastegli (poche, a dire il vero) in un solo canestro. Il fondo pensioni nazionale - il Fondo de Reserva con un portafoglio da 64 miliardi di euro - sta comprando a ritmo vertiginoso debito sovrano del paese, almeno stando a quanto pubblicato dal quotidiano finanziario Cinco Dias. Gli investimenti in tal senso sono aumentati dal 50% del 2007 al 76% dello scorso anno e il ministro della Sicurezza sociale, Octavio Granado, ha dichiarato placidamente che saliranno ulteriormente al 90% entro la fine di quest’anno (vedi il grafico qui sotto).

 

Da un’analisi dei dati, si evince che il Fondo non sta soltanto investendo entrate fresche in bond spagnoli, ma sta fuggendo da obbligazioni olandesi, francesi e tedesche per acquistare debito spagnolo. In parole povere, i risparmiatori spagnoli stanno di fatto diventando - volenti o nolenti - i principali acquirenti delle aste del Tesoro iberico, ecco quindi svelato il miracolo dell’appetito fuori dal comune degli investitori per il debito di Josè Zapatero: se lo sta comprando da solo. La Bank of New York Mellon ha reso noto che il suo data iFlow sui bonds spiega in maniera chiara che la richiesta straniera verso il debito spagnolo è «prosciugata» dopo la ripresa dello scorso luglio, circostanza a cui va associata una contemporanea vendita netta di bonds francesi.

 

Per il ministro Granado gli acquisti sono unicamente indirizzati al raccoglimento di rendimenti più alti, visto che ieri il decennale spagnolo veniva scambiato a 173 punti base sul bund tedesco: peccato che sempre ieri lo spread dei decennali greci sul benchmark tedesco fosse di 853 punti base, quindi se è il rendimento che si cerca perché non lanciarsi sulle obbligazioni elleniche? Che fare allora? Dichiarare default tecnico e mettersi nella mani del Fmi? Lasciare l’eurozona? Un po’ tardino, visto che come dice Brian Coulton di Fitch Ratings, «abbandonare oggi l’eurozona è come cercare di togliere lo zucchero dal proprio caffé dopo che si è già mescolato». La ricetta, per il Club Med, è una sola: sperare che la Germania accetti di sopportare qualche anno di alta inflazione per permettere ai periferici del Sud di uscire dalla trappola del debito/deflazione.

 

Pensate lo faranno? Io no. In compenso, tanto per capire la globalità della crisi, il Giappone sta facendo la stessa cosa della Spagna, anche perché con un rapporto debito/Pil del 225% quest’anno (dato del Fmi) c’è poco altro da fare. La mossa di Madrid potrebbe anche funzionare, a patto però che la Germania, come già detto, accetti un’inflazione al 5% e che la Spagna riesca a resistere all’interno dell’eurozona, altrimenti bye bye ai risparmi dei lavoratori spagnoli: siamo alla disperazione, pura e semplice.

 

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COMMENTI
29/08/2010 - ma la gente comune continu a fare le stesse cose (maura del torrione)

Caro Bottarelli sono tornata da poco dal mare, dove ho visto i ristoranti pieni e pieni erano pure gli hotels. Si è vero sicuramente c'è stato un calo di presenze rispetto ad un paio di anni fà ma si tratta di percentuali irrisorie, basse. La crisi l'ha sentita sulla propria pelle solo chi ha perso il lavoro, gli altri, continuano a vivere nello stesso identico modo. Non gli importa un fico secco della crisi, anzi, per quelli più ricchi è quasi una manna, perchè approfittano, come nel caso dell'edilizia , di prezzi stracciati. Non c'è niente da fare siamo un popolo di menefreghisti.