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L'INTERVISTA/ Marchionne: il cambiamento necessario

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Sergio Marchionne (Foto Ansa)  Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Tutte le ripartenze sono difficili, ma il peggio mi sembra passato. Il mercato americano sta cercando di assorbire l’impatto della crisi immobiliare e finché non saranno eliminati gli ultimi rimasugli della crisi passeremo dei periodi di oscillazione come quelli che osserviamo ultimamente. In ogni caso sono molto più fiducioso per il 2011 rispetto a quanto lo ero per il 2009 e il 2010. I dati di questo trimestre mi fanno anche sperare in un rialzo dei target dell’anno in corso.

 

Avete in mente nuove acquisizioni o alleanze? E cosa dice delle voci su una possibile cessione di Alfa Romeo?

 

Alfa Romeo non è assolutamente in vendita. Per il resto, continuo sempre a guardarmi in giro.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
28/08/2010 - NO,NON CI SIAMO PROPRIO.... (Guido Gazzoli)

Per carità ognuno è libero di pensarla come vuole , ma per parlare di vera sussidiarietà credo che l'arco degli ospiti dovrebbe essere più ampio , altrimenti si rischia di fare da applausometro ad un solo tipo di opinione. Perchè credo che il modello che propone Marchionne , che la Marcegaglia esalta sia in verità un vecchissimo trend del mondo industriale Italiano : poter fare gli affari propri tanto se va male si tira tutto allo Stato.E' incredibile come si parli di modello tedesco senza spiegare minimamente che lo stesso mette il mondo imprenditoriale di fronte a responsabilità che in quello Italiano nessuno vuol prendersi. Per creare ricchezza propria in Italia siamo maestri , ma per quella comune (che poi si trasforma in propria) ancora non sappiamo nemmeno lontanamente cosa fare...pardon..fingiamo. e ci imbarchiamo in convegni, festival dell'economia , tavole rotonde nelle quali si finge di discutere ma la discussione è sempre a senso unico. Sarebbe bello poter ospitare anche chi la pensa in maniera diversa e propone modelli magari più sostenibili di quelli proposti in questi aplausometri. Un bel bagno di etica , morale ed umiltà non farebbe male a nessuno : ma questo significherebbe vivere in una democrazia vera , non in una videocrazia che usa la censura al posto del fucile ma che alla fine crea più vittime di una dittatura. le voci vanno acsoltate TUTTE senza distinzioni..altrimenti il caro Tocqueville si rigira nella tomba nel vedere i suoi ideali messi in farsa.