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SCENARIO/ 3. Le elezioni anticipate avvicinano l’Italia alla Grecia

Pubblicazione:martedì 3 agosto 2010

Foto Ansa Foto Ansa

Governo a pezzi, premier e presidente della Camera allo scontro frontale, rischio di instabilità e soprattutto di possibile ammutinamento in sede di voto dei nuovi gruppi finiani nei due rami del Parlamento. Il rischio che il governo arrivi al capolinea c’è tutto, con l’interrogativo sul da farsi dopo: governo tecnico, di transizione o ritorno alle urne. Basta e avanza per turbare i mercati. Che, infatti, si sfregano le mani in attesa di settembre.

 

Ma non serviva lo showdown, con botta e risposta tra il Cavaliere e Gianfranco Fini, per far agitare traders e speculatori. Non è infatti da tre giorni ma da qualche settimana che l’Italia è finita nel mirino molto speciale della speculazione internazionale, fatto testimoniato dal report al vetriolo elaborato da Roger Bootle di Capital Economics che definisce il Belpaese «una minaccia insita all’eurozona» che abbiamo pubblicato quasi un mese fa.

 

Meglio dare una rinfrescatina ai contenuti, alla luce di quanto accaduto da quattro giorni a questa parte. Per Bootle, «la perenne debole crescita e la montagna di debito governativo hanno trasformato le finanze pubbliche italiane in una bomba a orologeria ticchettante che sta aspettando di esplodere». Nonostante il focus dei mercati sia stato indirizzato finora verso Grecia, Spagna e Portogallo, per Bootle «l’Italia potrebbe essere presto il fronte e il centro della vicenda riguardante il debito sovrano nell’Ue. Pensiamo infatti che il volume dei debiti governativi inciterà i mercati a volgere il proprio sguardo verso l’Italia e l’ipotesi di un default è possibile».

 

E, attenzione, Capital Economics non è l’ultima arrivata, se lancia warning simili c’è un motivo. Per Bootle, «se un altro Stato dell’eurozona sarà obbligato a ristrutturare il proprio debito, l’Italia difficilmente potrebbe non seguirlo (e le voci di queste ore di un taglio del rating spagnolo da parte di Moody’s parlano questa lingua, ndr). Se la pressione sostenuta dei mercati e una prolungata prova di bassa crescita colpirà uno o più paesi periferici dell’eurozona obbligandoli al default e all’uscita dalla moneta unica, allora l’Italia sarà costretta a fare lo stesso.

 

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COMMENTI
03/08/2010 - Leggi del caso e matematica (Vulzio Abramo Prati)

Secondo la legge di Murphy "se una cosa può andare male,lo farà" e soprattutto "avverrà nel momento in cui provoca il danno maggiore". Chi sta litigando nella maggioranza dovrebbe rendersi conto che sta solo dimostrando questa legge! Se poi passiamo alla teoria del matematico francese Renè Thom, elaborata nel suo libro Stabilità strutturale e morfogenesi, meglio nota come teoria delle catastrofi, descritte come: "bruschi mutamenti che si registrano in un sistema pur sottoposto a condizioni esterne in variazione continua", allora direi che ci siamo in pieno!