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Economia e Finanza

SCENARIO/ 3. Le elezioni anticipate avvicinano l’Italia alla Grecia

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Sarebbe il disastro, anche perché da qui alla fine dell’anno resta da collocare il 35% del totale dei bond sul mercato: ad oggi siamo a quota 315 miliardi in sette mesi ma restano aste per oltre 150 miliardi da qui al 31 dicembre e una brusca frenata della crescita, avvertono molti traders, avrebbe riflessi pessimi su deficit/Pil, su debito/Pil e sui piani di risanamento dei conti pubblici imposti nell’eurozona. Compromettendo di fatto il lento processo di rassicurazione dei mercati partito con il salvataggio greco e proseguito artificialmente dopo la pubblicazione dei risultati degli stress tests: unite a uno stop del Club Med la tensione interna, una guida monca dell’economia e della gestione della crisi e capite da soli a cosa rischiamo di andare incontro se la china politica resterà questa.

 

Come se questo non bastasse, come ammonivamo la scorsa settimana, le autorità monetarie e i responsabili della politica economica hanno totalmente ignorato il rischio inflattivo, con un crescita del tasso che in Italia nell’ultimo mese ha registrato un +1,7%. Miopia continua e generale. Se a questo uniamo il fatto che un profeta di sventura come Alan Greenspan nel weekend ha detto chiaramente che la lente ripresa economica Usa è ormai una sorta di “quasi-recessione” e che l’economia potrebbe contrarsi ancora se i prezzi degli immobili scenderanno ancora, allora il quadro della ripresa globale si fa davvero fosco.

 

E, si sa, nessun uomo è un’isola. Tanto più che la crescita manufatturiera cinese ha subito il peggior rallentamento da diciassette mesi a questa parte, sintomo che il Dragone potrebbe non essere il motore della ripresa mondiale come molti ottimisti preannunciavano. A quel punto servirà davvero un mago per scoprire quale sarà il traino a cui agganciarsi. Anche perché, quadro macro a parte, gli ultimi quattro mesi di quest’anno saranno decisivi anche per un’altra ragione: ovvero, i veri stress tests per le banche dei paesi europei più indebitati.

 

Le quali, infatti, dovranno rifinanziare 122 miliardi di dollari di bond con il forte rischio di dover pagare interessi più alti. Il debito di Intesa SanPaolo è a quota 28 miliardi di dollari, Unicredit 21 mentre il totale degli istituti italiani deve rifinanziarie 69 miliardi di dollari quest’anno e 157 nel 2011, stando a dati compilati da Bloomberg.

 

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COMMENTI
03/08/2010 - Leggi del caso e matematica (Vulzio Abramo Prati)

Secondo la legge di Murphy "se una cosa può andare male,lo farà" e soprattutto "avverrà nel momento in cui provoca il danno maggiore". Chi sta litigando nella maggioranza dovrebbe rendersi conto che sta solo dimostrando questa legge! Se poi passiamo alla teoria del matematico francese Renè Thom, elaborata nel suo libro Stabilità strutturale e morfogenesi, meglio nota come teoria delle catastrofi, descritte come: "bruschi mutamenti che si registrano in un sistema pur sottoposto a condizioni esterne in variazione continua", allora direi che ci siamo in pieno!