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FINANZA/ Crisi finita? Ecco la "mappa" del nuovo crollo

Ci vorranno ancora almeno dieci anni per uscire in maniera stabile dalla crisi. E’ quanto emerge - spiega MAURO BOTTARELLI - da numerosi segnali. Gli investitori si preparino per uno shock molto brutale

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

La scorsa settimana abbiamo messo in guardia sul fatto che il 12 agosto scorso fosse scattato l'Hindenburg Omen (ilsussidiario.net del 24 agosto), segnalatore tecnico di crash borsistici che normalmente vede le proprie previsioni concretizzarsi entro 130 giorni. I segnali, in tal senso, sono stati univoci per l'intera settimana, seppur con qualche distinguo. Oggi altre voci vanno ad unirsi al coro di chi vede nero da qui alla fine dell'anno per il mercato azionario.

 

La prima delle quali è una di quelle autorevoli, ovvero Albert Edwards, capo analista strategico presso Société Générale, il quale nel suo ultimo report mette in guardia rispetto a «un bagno di sangue per gli investitori nei mesi a venire». Già, è questa l'espressione usata letteralmente: bloodbath. Per Edwards, nei mesi scorsi c'è stata troppa fiducia e speranza presso gli investitori, con eccessive valutazione negli Stati Uniti ma nei prossimi mesi questo trend è destinato a terminare a causa del sommerso di dati economici negativi che parleranno la lingua di una recessione double-dip ormai alle porte.


«Gli investitori si preparino per uno shock molto brutale. L'economia globale sta scivolando in recessione e chi opera sui mercati non sembra conscio di quanto sta per accadere, soprattutto del fatto che gli eventi a venire si concretizzeranno in un crollo delle valutazioni, il terzo peggior mercato del toro da quando la bolla della valutazione di equity è esplosa». A parlare questa lingua è anche lo stato di salute dei bonds governativi, considerati assets a minor rischio rispetto l'azionario e rimasti molto appetiti durante tutta la crisi con rendimenti molto bassi rispetto agli standard storici, segnale che la domanda, appunto, è molto forte.


Il rendimento del benchmarket a 10 anni del bond britannico era il 2,88 alla fine della scorsa settimana e per Edwards la prospettiva è quella di un crollo ulteriore sotto quota 2 per cento a causa della continua richiesta. Stessa storia, nel contesto di quella che viene definita «global cyclical failure», un fallimento ciclico globale, per i rendimenti dei bonds statunitensi a 10 anni, destinati a toccare quota 1,5-2 per cento mentre il bund tedesco scenderà sotto l'1,5 per cento.


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COMMENTI
01/09/2010 - la famigerata seconda "I" (giorgio cordiero)

Cioè l'irlanda che in realtà è sempre stata l'unica I dei Pigs. Il 20 agosto lei tiola "il miracolo dell'Irlanda spaventa Italia, Spagna e Portogallo". Tra l'altro "SENZA TEMA DI SMENTITA possiamo dire che l'Irlanda rischia di salvarsi , affondando gli altri Pigs.." Adducendo poi come una delle motivazioni di questa portentosa ripresa l"erezione" delle spa (centri benessere e non società) nonchè del viagra o del cialis...Ho riso di gusto. Poi Il 27 agosto LEI titola "da Spagna e Irlanda i nuovi dati che mettono in crisi l'Europa". Poi arriva la notizia di ieri: Peggiora anche assicurazione contro rischio default banche (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 ago - Il mercato del debito irlandese ha accusato oggi un ulteriore peggioramento per l'accavallarsi delle speculazioni sul rischio Paese e le ingenti scadenze - superiori ai 25 miliardi di euro - cui il sistema bancario locale dovra' fare fronte in settembre. L'assicurazione contro il rischio default dell'Irlanda e' salita di 10,5 punti base a 352 punti, ovvero al livello piu' elevato degli ultimi 17 mesi (marzo 2009). In sintonia si sono mossi anche i Cds relativi alle emissioni dei principali istituti di credito irlandesi: dalla Allied Irish (+232,5 pb a 523,5 pb) alla Anglo Irish (+154 pb a 614 pb), dalla Irish Life & Permanent Group (+14,5 pb a 396 pb) alla Bank of Ireland (+15 pb a 393,5 pb). Mi scusi se davvero e faccio le pulci, ma dove sono le scuse per aver toppato? Con affetto.

 
01/09/2010 - finocchio2 (giorgio cordiero)

..Cioè affermò che da allora in poi bisognava occuparsi di risanare l'economia interna degli USA...Cosa che fu fatta a suon di credito facile, di sub primes e di cartolarizzazioni. In realtà l'economia americana si basò solo sulla guerra e l'unica produttività "sana" cioè reale arrivò dall'industria bellica,mentre come ben sappiamo l'edilizia fu frutto di una droga economica che poi portò alle altrettanto note conseguenze. Allora oggi parlare di crolli NON HA SENSO...si può parlare di speculazioni rialziste o ribassiste, ma tutte le giustificazioni , o le previsioni sull'economia sono "cabale ed astrusità" siano esse improntate all'ottimismo , al realismo, o al pessimismo. Discutiamo del nulla e sul nulla basiamo critiche e contrapposizioni. Si chieda quale può essere l'utilità della sua denuncia. Secondo me è vana, per cortesia , oltre alla denuncia cominci a formulare proposte, altrimenti perderà credibilità. Ci rifletta serenamente. Con stima.

 
01/09/2010 - occhio, malocchio,prezzemolo e finocchio (giorgio cordiero)

Caro Bottarelli. Ogni volta che lei preannuncia un crollo sembra che un lieve recupero delle borse parta, quindi la prego di continuare a gufare. Scherzi a parte, la sua analisi è come sempre supportata da dati, opinioni e "verita'" che in apparenza paiono inconfutabili, ma come lei ben sa se è vera una cosa può essere vero anche il suo contrario. Fatto rimane che chi si atteggia, come lei a parteggiare per la tesi catastrofista (il suo realismo è eufemistico) alla stregua di coloro che invece sostengono il contrario...dai e dai ci azzeccheranno, prima o poi il tanto sospirato crollo delle borse arriverà...ma di quale crollo stiamo parlando? Lasciando perdere i numeri...il grafico Msciworld è attualmente a livello del giugno 2008...ampiamente sopra i minimi del marzo 2009, ma lungi dall'essere lontanamentevicino ai massimi del marzo 2000Ciò significa che negli ultimi dieci anni la capitalizzazione di borsa è rimasta indietro in termini assoluti, ma ancora di più in termini reali (ripuliti dall'inflazione). Questo significa che , nell'ampio oscillare degli indici, vi è stato e vi è ancora un grande "marciume speculativo" amplificato dall'effetto leva dei derivati. Oggi Obama annuncia la fine dell'economiadi guerra, ma questa è la seconda volta che ciò avviene negli ultimi 10 anni, da quella volta che, a bordo di una portaerei, nel 2003 G. W. Bush disse la medesima cosa...

 
01/09/2010 - Soluzione a breve (Vittorio Cionini)

Grazie Bottarelli, vado a prendermi un bel gelatoprima che chiudano tutto.

 
31/08/2010 - I NOSTRI SOLDI IN FUMO (celestino ferraro)

L'ECONOMIA, la scienza triste: o tutte Cassandre o tutti Epimeteo. CF