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FINANZA/ Crisi finita? Ecco la "mappa" del nuovo crollo

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Per Edwards, «il guaio del mercato azionario è quello di aver ignorato a livello percettivo l'andamento di quello dei bond governativi, un indicatore del sentimento globale. Presto il mercato dell'equity crollerà mostrando a tutti il castello di carte su cui era costruito e penso che questo accadrà quando l'indice manifatturiero statunitense ISM scenderà sotto quota 50 in territorio recessivo». Questo indice è sceso a quota 55,5 a luglio da 56,2 di giugno: non manca molto, la traiettoria d'incontro con le previsioni dell'Hindenburg Omen mette i brividi ma combacia.

 

Siamo alla logica da "nadir valutativo" vissuta per l'ultima volta nel 1982, quando l'indice Standard&Poor's 500 precipitò attorno a quota 450 (tanto per dare un'idea e un termine di paragone, venerdì scorso ha chiuso le contrattazioni a 1,064.59).


Sostanzialmente d'accordo con Albert Edwards anche Ambrose Evans-Pritchard, responsabile dell'International Business al Daily Telegraph, secondo cui

 

«non si può che essere largamente d'accordo con l'analisi di Albert riguardo il fraintendimento che gli investitori hanno avuto rispetto alla dinamiche deflazionistiche fondamentali in atto. E, per questo, presto in molti si bruceranno le dita. Quello che abbiamo visto e in parte stiamo ancora vivendo è nulla più che un rally di sollievo simile a quello dell'inizio del 1930 e degli anni Novanta in Giappone e come questi due andrà incontro alla medesima fine se le banche centrali non interverranno con politiche di quantitative easing. Il punto su cui non concordo con Albert è però la natura inevitabile della deflazione, visto che la Fed, infatti, può evitarla quando vuole attraverso proprio il quantitative easing, dando vita così a un pesante rally positivo per il mercato azionario. Questa è una questione meramente di scelta politica, però. Le banche centrali salveranno i mercati? Io - e questa è una mia visione prettamente personale - dico di sì per quanto riguarda gli Stati Uniti ma questo accadrà quando il paese avrà ormai un piede nell'abisso. Per quanto riguarda l'Europa, invece, penso ci vorrà ancora di più. Sostanzialmente la temporaneità di queste scelte dipende solo dai tempi necessari a convincere i falchi di Fed e Bce della loro necessità assoluta».

 

 
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COMMENTI
01/09/2010 - la famigerata seconda "I" (giorgio cordiero)

Cioè l'irlanda che in realtà è sempre stata l'unica I dei Pigs. Il 20 agosto lei tiola "il miracolo dell'Irlanda spaventa Italia, Spagna e Portogallo". Tra l'altro "SENZA TEMA DI SMENTITA possiamo dire che l'Irlanda rischia di salvarsi , affondando gli altri Pigs.." Adducendo poi come una delle motivazioni di questa portentosa ripresa l"erezione" delle spa (centri benessere e non società) nonchè del viagra o del cialis...Ho riso di gusto. Poi Il 27 agosto LEI titola "da Spagna e Irlanda i nuovi dati che mettono in crisi l'Europa". Poi arriva la notizia di ieri: Peggiora anche assicurazione contro rischio default banche (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 ago - Il mercato del debito irlandese ha accusato oggi un ulteriore peggioramento per l'accavallarsi delle speculazioni sul rischio Paese e le ingenti scadenze - superiori ai 25 miliardi di euro - cui il sistema bancario locale dovra' fare fronte in settembre. L'assicurazione contro il rischio default dell'Irlanda e' salita di 10,5 punti base a 352 punti, ovvero al livello piu' elevato degli ultimi 17 mesi (marzo 2009). In sintonia si sono mossi anche i Cds relativi alle emissioni dei principali istituti di credito irlandesi: dalla Allied Irish (+232,5 pb a 523,5 pb) alla Anglo Irish (+154 pb a 614 pb), dalla Irish Life & Permanent Group (+14,5 pb a 396 pb) alla Bank of Ireland (+15 pb a 393,5 pb). Mi scusi se davvero e faccio le pulci, ma dove sono le scuse per aver toppato? Con affetto.

 
01/09/2010 - finocchio2 (giorgio cordiero)

..Cioè affermò che da allora in poi bisognava occuparsi di risanare l'economia interna degli USA...Cosa che fu fatta a suon di credito facile, di sub primes e di cartolarizzazioni. In realtà l'economia americana si basò solo sulla guerra e l'unica produttività "sana" cioè reale arrivò dall'industria bellica,mentre come ben sappiamo l'edilizia fu frutto di una droga economica che poi portò alle altrettanto note conseguenze. Allora oggi parlare di crolli NON HA SENSO...si può parlare di speculazioni rialziste o ribassiste, ma tutte le giustificazioni , o le previsioni sull'economia sono "cabale ed astrusità" siano esse improntate all'ottimismo , al realismo, o al pessimismo. Discutiamo del nulla e sul nulla basiamo critiche e contrapposizioni. Si chieda quale può essere l'utilità della sua denuncia. Secondo me è vana, per cortesia , oltre alla denuncia cominci a formulare proposte, altrimenti perderà credibilità. Ci rifletta serenamente. Con stima.

 
01/09/2010 - occhio, malocchio,prezzemolo e finocchio (giorgio cordiero)

Caro Bottarelli. Ogni volta che lei preannuncia un crollo sembra che un lieve recupero delle borse parta, quindi la prego di continuare a gufare. Scherzi a parte, la sua analisi è come sempre supportata da dati, opinioni e "verita'" che in apparenza paiono inconfutabili, ma come lei ben sa se è vera una cosa può essere vero anche il suo contrario. Fatto rimane che chi si atteggia, come lei a parteggiare per la tesi catastrofista (il suo realismo è eufemistico) alla stregua di coloro che invece sostengono il contrario...dai e dai ci azzeccheranno, prima o poi il tanto sospirato crollo delle borse arriverà...ma di quale crollo stiamo parlando? Lasciando perdere i numeri...il grafico Msciworld è attualmente a livello del giugno 2008...ampiamente sopra i minimi del marzo 2009, ma lungi dall'essere lontanamentevicino ai massimi del marzo 2000Ciò significa che negli ultimi dieci anni la capitalizzazione di borsa è rimasta indietro in termini assoluti, ma ancora di più in termini reali (ripuliti dall'inflazione). Questo significa che , nell'ampio oscillare degli indici, vi è stato e vi è ancora un grande "marciume speculativo" amplificato dall'effetto leva dei derivati. Oggi Obama annuncia la fine dell'economiadi guerra, ma questa è la seconda volta che ciò avviene negli ultimi 10 anni, da quella volta che, a bordo di una portaerei, nel 2003 G. W. Bush disse la medesima cosa...

 
01/09/2010 - Soluzione a breve (Vittorio Cionini)

Grazie Bottarelli, vado a prendermi un bel gelatoprima che chiudano tutto.

 
31/08/2010 - I NOSTRI SOLDI IN FUMO (celestino ferraro)

L'ECONOMIA, la scienza triste: o tutte Cassandre o tutti Epimeteo. CF