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FINANZA/ La tattica della Bce condanna l’Europa alla crisi

Pubblicazione:giovedì 5 agosto 2010

Una riunione all'interno della Bce (Foto Imagoeconomica) Una riunione all'interno della Bce (Foto Imagoeconomica)

Non si può negare che alla base della crisi ci siano anche le politiche di accumulazione di riserve cinese e asiatica, capaci di deprimere i rendimenti dei bond a livello globale e a portare a una errata prezzatura del credito che permise troppo facilmente alla Grecia di ottenere prestiti in giro per il mondo a 28 punti base più della Germania e alla Spagna di fare lo stesso a 4 punti base sul Bund.

 

La stessa politica giapponese di tassi zero sul carry trade stata è di fatto responsabile di un massiccio flusso di liquidità negli assets di paesi come Islanda, Ungheria e Gran Bretagna (finiti tutti male). Detto questo, non si può più negare come si continua a fare, che l’Europa non si sia autogenerata la propria bolla quando la Bce ha lasciato crescere il rifornimento di massa monetaria M3 dell’11%, fallendo di fatto il raggiungimento dell’obiettivo inflattivo per oltre un decennio.

 

Peccato che le elite politiche non sappiano - o più facilmente, non vogliano - capire quanto accaduto anche e soprattutto per loro responsabilità. D’altronde, continuare a incolpare gli americani irresponsabili o gli inglesi avidi è un alibi a cui si rinuncia con grosso disappunto: toccherebbe prendersi le proprie colpe e chiedere scusa, attività che politici e regolatori Ue temono più della peste.

 

Questo anche perché gli americani fanno errori, anche gravi ma poi sanno ammetterlo e rimettersi in carreggiata. La situazione attuale ne è la riprova con il dato di spesa dei consumatori piatto, gli ordinativi industriali scesi dell’1,2 per cento a giugno e il risparmio personale salito al picco più alto da un anno a questa parte al 6,4% in ossequio all’austerity.

 

«I proprietari di casa stanno pagando i loro debiti molto rapidamente», conferma Gabriel Stein della Lombard Street Research, secondo cui «con un output gap attorno al 3%, l’America potrebbe entrare in deflazione nel 2011 per la prima volta da quando vengono compiute queste rilevazioni». I rendimenti dei bond del Treasury americano sono crollati al minimo storico e questo ha una ragione: tutti si attendono una nuova ondata di quantitative easing da parte della Fed, il terzo stimolo all’economia tanto avversato dai falchi regionali della Federal Reserve.

 

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COMMENTI
05/08/2010 - Assenza di Autocritica, Finanza, Economia Reale (Michele Tamburri)

Concordo anch' io sulla Disamina Lucida e concreta. In EUROPA (che non é certo indenne da Colpe) abbonda l' AUTOREFERENZIALITA' (per lo più quasi Tutti rimangono ai loro posti) e manca l' AUTOCRITICA, fondamento di quella CREDIBILITA' in grado di ispirare FIDUCIA. Non a caso si avverte CRISI di CREDIBILITA', FIDUCIA e LEADERS RESPONSABILI e LUNGIMRANTI. ALCUNE CONSIDERAZIONI. - Sulla LIEVITAZIONE dei PREZZI IMMOBILIARI ha inciso la CATTIVA GESTIONE nell' INTRODUZIONE dell' EURO con conseguente pressochè RADDOPPIO delle QUOTAZIONI. - FINANZA. In effetti, le Politiche di EROGAZIONI MONETARIE di SUPPORTO si sono per lo più ARENATE nelle ISTITUZIONI FINANZIARIE ( che sovente hanno utilizzato i Fondi per Trading, con relativi cospicui Utili destinati anche ad attenuare Sofferenze / Perdite Varie) SENZA Adeguata TRASMISSIONE alla ECONOMIA REALE. Di qui l' OPPORTUNITA', a mio avviso, di una NETTA SEPARAZIONE tra ATTIVITA' di INVESTMENT BANKING in senso lato (da Finanziare essenzialmente con Mezzi Propri ) e TRADIZIONALE ATTIVITA' COMMERCIALE (da finanziare con la Leva dei DEPOSITI). - ECONOMIA REALE. la RISOLUZIONE della CRISI non può che Focalizzarsi su OCCUPAZIONE e LAVORO. Se da un lato, é del tutto corretto l' Obiettivo di un NETTO AUMENTO della PRODUTTIVITA' (con abbandono di "Ingessature" desuete), dall' altro é FONDAMENTALE il Rigoroso SOSTEGNO dell' OCCUPAZIONE ed il doveroso "RISPETTO del LAVORO", pena, alla lunga, l' ATROFIA del TESSUTO ECONOMICO GLOBALE.

 
05/08/2010 - Bravo (giorgio cordiero)

Questa sì che è un'analisi completa, esaustiva ed ineccepibile. Questo è il Bottarelli che piace. Complimenti

RISPOSTA:

Caro Cordiero, accetto con molto piacere e orgoglio i suoi complimenti. La ringrazio. Cordialmente (Mauro Bottarelli)