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CRISI/ Pelanda: ecco perché la crescita italiana si fermerà in autunno

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La crescita del mercato globale rallenterà nel secondo semestre del 2010, senza per altro ricadere in recessione, perché le sue due locomotive principali hanno problemi. L’economia cinese è surriscaldata e il governo la sta frenando per evitare inflazione e sovracapacità, per esempio produrre cento oggetti quando il mercato ne può assorbire cinquanta. La ripresa in America, pur in atto, è ostacolata dall0elevata disoccupazione residua, dalla necessità di ricostruire il risparmio privato, cosa che non fa decollare ancora i consumi interni, e, soprattutto, dall’incertezza sulle nuove regole fiscali e finanziarie che comprime gli investimenti.

 

Nel primo semestre l’economia italiana ha compiuto un balzo di crescita, principalmente, per il buon traino esterno del nostro export, da parte di una domanda globale sostenuta. Ma la crescita del mercato interno resta piatta o molto debole. Ciò fa ipotizzare che la crescita italiana sia molto vulnerabile a un rallentamento di quella globale e che il rimedio sia fare tutto il possibile per vitalizzare il mercato interno. Ma sarà possibile?

 

In teoria, una politica economica realistica e pragmatica potrebbe riuscirci. Uno dei settori più importanti e stagnanti è quello dell’edilizia. Se io fossi al governo farei la lista dei fattori che bloccano nuove costruzioni e compravendite di immobili e li modificherei uno a uno per renderli meno frenanti: autorizzazioni, costi fiscali, ecc. In parallelo accelererei l’esecuzione di lavori pubblici già approvati proprio per renderli stimolativi senza peraltro aumentare il deficit pubblico.

 

Queste idee fanno parte del linguaggio o già recitato (piano casa) o promesso (progetti infrastrutturali) da parte del governo, ma la loro realizzazione è stata interrotta o rallentata. Pertanto al governo va ricordato che il settore delle costruzioni è la leva principale di crescita del mercato interno e che va usata con intento stimolativo e particolare urgenza per bilanciare un possibile rallentamento dell’export.

 

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COMMENTI
10/08/2010 - OCCORRONO GLI IDENTICI STIMOLI DEL DOPOGUERRA!!!!! (marco penazza)

Sì il pianocasa non è stato capito ed ostacolato. Quello ha la funzione di fare in modo che chi ha moneta contante investa in cemento!!! Purchè investa e questo farebbe ripartire gradualmente l'economia come nel dopoguerra dove una legge consenti tale operazione che diede presto i suoi frutti, e non a scapito di nessuno!! Gli amministratori locali sono i primi a non averla compresa o averne timore, personalmente torno da un breve soggiorno in Toscana e sono rimasto colpito dove all'interno delle mura del paesino medievale quell'amministratore ha saputo attuare metro per metro il piano casa senza devastare ma concedendo!! Bisogna avere quel coraggio, quella chiarezza, quella forza!!!Oggi nella ns.situazione economica soprattutto!! L'edilizia "industriale" delle grandi schiere e dei grandi numeri mostra grave difficolta, ma l'edilizia "artigianale" insieme alla ristrutturazione energetica degli edifici, e le infrastrutture generali, possono essere risposte concrete ed immediate al clima economico asfittico dell'edilizia. Nessuna paura, ma grande percezione, cognizione di causa e prontezza di riflessi...con sinergie burocratiche e di finanziamento pronte ed altrettanto percettive!!!! Questa è la svolta ed il riscatto!!!(vero Prof.Ricossa?!!!lei aggiungerebbe anche la fantasia, ed io condivido!!)CORAGGIO ITALIANI!!! Rimboccarsi le maniche!! E agli amministratori locali e non nei loro apparati altamente spasmodicamente burocratizzati,occorrerebbe una bella svegliata xke non servono master Bocconi.

 
09/08/2010 - Governo senza coraggio (VINCENZO FEDELE)

Concordo con l'analisi di Pelanda. Se il Governo non trova coraggio, e voglia, di attuare i cambiamenti, l'autunno sarà nero. Pur fra tradimenti, scissioni e voltagabbana, i problemi sono altri. Pelanda dice, giustamente, che l'edilizia è il motore principale. Non solo è fermo perchè il governo non ha avuto il coraggio di imporsi alle regioni per attuare il piano casa, ma probabilmente farà marcia indietro. Oggi solo qualche privato investe sfruttando le agevolazioni del 36% o del 55% (ristrutturazioni o risparmio energetico), ma l'ultima idea di Tremonti è di trattenere una ritenuta d'acconto aggiuntiva (alle aziende, non ai Clienti, ed attuata tramite banca) del 10%. Con l'economia ferma, con le banche che non erogano credito, con prezzi stracciati per l'elevata concorrenza, con l'ente pubblico che paga (?) dopo 180 giorni, questa mazzata rischia di tramortire quelle poche aziende che cercano un pò d'ossigeno per sopravvivere. Il 10%, se tutto va bene, è l'utile che un'azienda pensa di ricavare. Doverlo versare in automatico al Governo, con un anno d'anticipo, è un drenaggio insopportabile, anche perchè non preventivato nei contratti in corso o per offerte già emesse. Capisco che occorre raschiare il fondo del barile, che a furia di raschiare si è già bucato, ma far morire le aziende di asfissia non è una grande idea e l'incazzatura (scusate ma è così) generale non porterà alcun consenso al governo ed alcun vantaggio al Paese. Anzi .......