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ALITALIA/ I manager francesi si prendono CAI e "lasciano" ai nostri la Legion d'Onore

Pubblicazione:mercoledì 1 settembre 2010

alitalia_airfrance_1R375_20ago08.jpg (Foto)

Le ultime notizie su Alitalia (come d’altronde le precedenti da quando è nata CAI) paiono in sintonia con quanto dichiarato e scritto dal Presidente del Consiglio anche di recente nel libretto sull’operato del suo Governo: l’Alitalia, come Napoli e l’Abruzzo, è stata salvata dal suo provvidenziale intervento.

A dirla tutta pare proprio lapallissiano che sulla Compagnia non si possano attendere comunicati negativi da parte sia di chi la gestisce che di chi l’ha politicamente creata: non per nulla si continuano a nascondere le cause che l’hanno portata al fallimento, e si minimizza il fatto che chi l’ha comprata la deve ancora pagare e ha ricevuto una società libera dai debiti che continuano a gravare nelle tasche dei contribuenti.

Poi si possono tirare tutti i sospiri di sollievo e vedere il futuro roseo, ma pare che il più caro spot di campagna elettorale della Repubblica non sia quel successone che viene dipinto. L’attuale CAI è molto più piccola della vecchia AZ e nonostante questo e il carico di personale, non solo dimezzato nei numeri ma anche nel costo, come giustamente scrive Ugo Arrigo, i conti non tornano. Se poi ci mettiamo gli sgravi fiscali e le norme protezionistiche sul traffico nazionale il quadro non è allegro.

Tempo fa leggevo il libro pubblicato da Lucio Cillis intitolato Tutto quello che avreste voluto sapere su Alitalia e non avete mai osato chiedere e, a scapito del titolo, mi sono invece chiesto come mai un testo del genere, un campionario di copia-incolla che pare altresì scritto in tutta fretta, sia uscito dalla penna di un collaboratore di Repubblica, che tanto insorge contro le leggi bavaglio varie ma che non ha mai neanche lontanamente spiegato ai suoi lettori (e attraverso il libro continua a non farlo) non solo le cause della tragedia, ma anche la situazione di chi la cosa l’ha vissuta.

D’altronde la presentazione del testo nella sede della CISL, uno dei sindacati più favorevoli a tutta l’operazione CAI, e la presenza del ministro Sacconi, altro protagonista della vicenda, parlano chiaro: stendiamo quindi un velo pietoso, ma non dimentichiamoci che di professionismo informativo nella vicenda se ne è visto pochissimo e anche tutto l’arco partitico, “opposizione” compresa, si è vantato di aver aiutato la realizzazione della cosa.


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COMMENTI
11/11/2010 - articolo di Guido Gazzoli (Anna Krawczyk)

Dear Guido, congratulations on your article! Anna di Varsavia e Myrna (di Reggio Emilia da 30 anni)

 
07/09/2010 - Non me ne voglia Andrea... (Guido Gazzoli)

L'articolo fa riferimento ai Manager AF che in pratica ormai comandano a Magliana. Questo significa in pratica interi settori che dipendono più da Parigi che da Roma...basta vedere, come a me capitato, quello che succede in certi scali. La questione degli esuberi è ovviamente generale e non solo appartenente agli assistenti di volo. Sono sempre stato un sostenitore dell'unità tra le varie parti che componevano AZ e credo di averlo dimostrato anche nel film "Tutti giù per aria". Noto però con dispiacere che ancora alcuni continuano a fare dei distinguo ormai senza senso, visto che la Compagnia è fallita. Non mi riferisco al tuo giustissimo intervento, Andrea, ma a fatti che mi sono capitati anche di recente. Ad ogni modo mi scuso per il ritardo nella risposta dovuto a mia assenza dal pc per un po' di tempo.

 
03/09/2010 - LA STORIA SI RIPETE - GRAZIE GUIDO! (Z sara)

Caro Guido, complimenti per aver illustrato cosi bene la situazione. Rileggendo il suo articolo, mi e' venuto in mente quanto letto nel libro “Terroni” di Pino Aprile.In particolare, l’episodio della prestigiosa acciaieria di Mongiana sulle Serre calabresi orgoglio del Regno delle Due Sicilie (pp.170-197). “Arrivarono i garibaldini, e per Mongiana fu la fine:ti dicono che quello che sai, quello che sei, l’orgoglio di una competenza inseguita e conquistata non valgono piu’ niente. Ti portano via il mondo in cui riconosci e ti si riconosce la tua misura. Ricordo le parole di Biagi, dopo che fu allontanato dalla Rai,(.) “Per uccidere un uomo, non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”(.)Si agi’ con ferocia, (.) “un capitale tecnico di esperienze fu cancellato di colpo, sebbene sia rimasta ancora per molto tempo l’abilita’ professionale dei Serresi”. Quello che accadde alla siderurgia calabrese, toccoò all’intero Sud:”Nel giro di pochi anni, dopo l’Unita’, l’importante patrimonio industriale del Regno delle Due Sicilie, sminuito a torto, ando’ distrutto e, per la nuova nazione, cio’ ha poi rappresentato un danno irreversibile.” Non e’ stato il Mezzogiorno a perdere quella ricchezza e quell’opportunita’ di crescita, ma l’Italia, che’ l’egoismo, mentre sembra darti nell'immediatoti toglie nel futuro, moltiplicato." Proviamo a sostituire Mezzogiorno con Alitalia e i Garibaldini con i miopissimi governanti e pseudo-patrioti autori della privatizzazione Alitalia.

 
01/09/2010 - ALITALIA E I SALVATORI DELLA PATRIA (andrea carboni)

Complimenti per la puntualità dell'articolo! Che dire anche di tutti quei rami d'azienda che, in questi giorni, si stanno cedendo a Air France, dipendenti esclusi? Ricordiamo che tra i cassaintegrati ci sono numerosissime professionalità anche "di terra", altrimenti sembra che i 6500 (5500 è molto ottimistico) siano solo assistenti di volo e piloti? Ma tanto, visto come va il mercato del lavoro, sembra quasi un previlegio...si potrebbe fare un articolo sociologico sul senso di panico e abbandono che prova una persona che ha lavorato per tanti anni, non raggiunge la pensione e si sente un reietto della società? grazie, di cuore, cari saluti Andrea