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Economia e Finanza

ALITALIA/ I manager francesi si prendono CAI e "lasciano" ai nostri la Legion d'Onore

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I conti quindi non sono rose e fiori e non si capisce ancora bene la strategia del vettore: dichiarazioni precedenti puntavano il business sul medio raggio (dove la concorrenza delle low cost è agguerrita e perdente per un vettore normale)  e invece di recente, con la presentazione dell’Airbus 330 a Malpensa, pare che il lungo raggio sia diventato il cardine dello sviluppo.

Ciò denota una navigazione a vista molto poco confortante se si pensa che i voli intercontinentali, cavallo di battaglia della vecchia Alitalia (quella per intenderci che faceva parte del G8 dei vettori globali) sono stati drasticamente ridotti nel network fin dall’epoca di Mengozzi (2002), cosa che di fatto ha tarpato le ali, è proprio il caso di dirlo, alla Compagnia di bandiera, consegnandola in pratica nelle mani dell’Air France dell’allora Ad Spinetta.

Non è un caso se nello stesso periodo dell'entrata in flotta di una macchina presentata al Salone Internazionale di Le Bourget nel 1987 (l’Airbus 330) ha fatto eco la quasi contemporanea presenza dei nuovissimi A380 sia da parte di Lufthansa (che però ha operato un solo volo dimostrativo, tenendosi ben alla larga dallo scalo varesino con i voli intercontinentali almeno finchè Linate sarà uno scalo internazionale) e la Compagnia degli Emirati Arabi Ethiad, che opererà un volo diretto con Dubai con questo nuovissimo mostro del cielo.

CAI prevede l’arrivo di soli altri 5 A330 ( dalle società di leasing appartenenti a Carlo Toto) per sostituire gli ormai superobsoleti Boeing 767, quindi non uno sviluppo della flotta ma uno svecchiamento che fa pensare al mantenimento di un network ridotto proprio nel mercato intercontinentale, dove i guadagni sono maggiori dovuti anche ad una mancanza di vettori lowcost.

I contratti di gestione di linee AZ da parte di Air Italy e della croata Dubrovnik Airlines (rispettivamente nel mercato intercontinentale e internazionale) ripropongono un vecchio problema che già assillò la vecchia Alitalia (con il progetti Team), che fu costretta ad una retromarcia dovuta alle contestazioni delle associazioni dei consumatori americane. Specie nel caso della compagnia dell’ex-Jugoslavia è prevista l’utilizazzione di aerei MD80 dello stesso modello (ed età) dismesso dalla vecchia AZ ed attualmente ancora in vendita da parte del Commissario Fantozzi, oltretutto con l’impiego di equipaggi croati con un solo assistente di volo italiano delegato agli annunci.

 

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COMMENTI
11/11/2010 - articolo di Guido Gazzoli (Anna Krawczyk)

Dear Guido, congratulations on your article! Anna di Varsavia e Myrna (di Reggio Emilia da 30 anni)

 
07/09/2010 - Non me ne voglia Andrea... (Guido Gazzoli)

L'articolo fa riferimento ai Manager AF che in pratica ormai comandano a Magliana. Questo significa in pratica interi settori che dipendono più da Parigi che da Roma...basta vedere, come a me capitato, quello che succede in certi scali. La questione degli esuberi è ovviamente generale e non solo appartenente agli assistenti di volo. Sono sempre stato un sostenitore dell'unità tra le varie parti che componevano AZ e credo di averlo dimostrato anche nel film "Tutti giù per aria". Noto però con dispiacere che ancora alcuni continuano a fare dei distinguo ormai senza senso, visto che la Compagnia è fallita. Non mi riferisco al tuo giustissimo intervento, Andrea, ma a fatti che mi sono capitati anche di recente. Ad ogni modo mi scuso per il ritardo nella risposta dovuto a mia assenza dal pc per un po' di tempo.

 
03/09/2010 - LA STORIA SI RIPETE - GRAZIE GUIDO! (Z sara)

Caro Guido, complimenti per aver illustrato cosi bene la situazione. Rileggendo il suo articolo, mi e' venuto in mente quanto letto nel libro “Terroni” di Pino Aprile.In particolare, l’episodio della prestigiosa acciaieria di Mongiana sulle Serre calabresi orgoglio del Regno delle Due Sicilie (pp.170-197). “Arrivarono i garibaldini, e per Mongiana fu la fine:ti dicono che quello che sai, quello che sei, l’orgoglio di una competenza inseguita e conquistata non valgono piu’ niente. Ti portano via il mondo in cui riconosci e ti si riconosce la tua misura. Ricordo le parole di Biagi, dopo che fu allontanato dalla Rai,(.) “Per uccidere un uomo, non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”(.)Si agi’ con ferocia, (.) “un capitale tecnico di esperienze fu cancellato di colpo, sebbene sia rimasta ancora per molto tempo l’abilita’ professionale dei Serresi”. Quello che accadde alla siderurgia calabrese, toccoò all’intero Sud:”Nel giro di pochi anni, dopo l’Unita’, l’importante patrimonio industriale del Regno delle Due Sicilie, sminuito a torto, ando’ distrutto e, per la nuova nazione, cio’ ha poi rappresentato un danno irreversibile.” Non e’ stato il Mezzogiorno a perdere quella ricchezza e quell’opportunita’ di crescita, ma l’Italia, che’ l’egoismo, mentre sembra darti nell'immediatoti toglie nel futuro, moltiplicato." Proviamo a sostituire Mezzogiorno con Alitalia e i Garibaldini con i miopissimi governanti e pseudo-patrioti autori della privatizzazione Alitalia.

 
01/09/2010 - ALITALIA E I SALVATORI DELLA PATRIA (andrea carboni)

Complimenti per la puntualità dell'articolo! Che dire anche di tutti quei rami d'azienda che, in questi giorni, si stanno cedendo a Air France, dipendenti esclusi? Ricordiamo che tra i cassaintegrati ci sono numerosissime professionalità anche "di terra", altrimenti sembra che i 6500 (5500 è molto ottimistico) siano solo assistenti di volo e piloti? Ma tanto, visto come va il mercato del lavoro, sembra quasi un previlegio...si potrebbe fare un articolo sociologico sul senso di panico e abbandono che prova una persona che ha lavorato per tanti anni, non raggiunge la pensione e si sente un reietto della società? grazie, di cuore, cari saluti Andrea