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ALITALIA/ I manager francesi si prendono CAI e "lasciano" ai nostri la Legion d'Onore

alitalia_airfrance_1R375_20ago08.jpg (Foto)

Quale sia il senso della dismissione dei vetusti MD80 quando poi gli stessi rientrano dalla “finestra” di altri vettori, invece che di una riduzione progressiva per utilizzarli dove sono ancora utilissimi (ricordiamo che l’MD80 è una macchina completamente autosufficiente anche come struttura di scalo, dato che è dotata di una scala retrattile, strumento prezioso in molti aeroporti carenti di attrezzature) rimane un mistero, anche se la totale e improvvisa scomparsa dell’aeromobile più diffuso nella vecchia AZ oltre a ridurne notevolmente l’operatività (basti pensare alla marea di slot  Alitalia non sfruttati a Linate, fatto che ne ha drasticamente diminuido l’attività) ha di fatto duplicato (con una sola “eccellente” eccezione) il numero degli esuberi tra il personale di volo (e non solo).

E qui andiamo a toccare un altro tasto che però la stampa ufficiale si guarda bene dal mostrare: quello delle persone attualmente in CIGS e degli attuali dipendenti. Già qualcosa i lettori del sussidiario l’avevano intravisto nell’articolo del pilota intitolato “Le voci che tengono lontana Alitalia da Air France”, dove si scriveva apertamente di un non gradimento di tanti “interni” al riassorbimento dei colleghi in CIGS per paura di un calo del monte ore di volo (e di conseguenza delle retribuzioni) .

Quello che non si è mai capito è che la falcidia che ha estromesso dal lavoro ben 13.000 dipendenti (3.000 a contratto a tempo determinato e 10.000 impiegati stabilmente) ha di colpo fatto venir meno quello che è il bene più prezioso che una compagnia aerea possiede: il know-how e l’esperienza del personale.

Stiamo parlando di un settore dotato di altissima tecnología, dove l’esperienza ha spesso in passato tappato i buchi operativi  (e non)  di Alitalia. Questo “capitale umano”, costosissimo in termini di formazione ma altamente competitivo sia come preparazione che come costo del lavoro (ricordiamo che la vecchia AZ aveva un costo del personale decisamente più basso delle Compagnie di riferimento) è stato di colpo quasi totalmente buttato. È un pò come se si volesse far funzionare un computer senza memoria: i risultati si sono visti nella difficilissima partenza di CAI ma anche attualmente, visto che vi sono dei significativi vuoti di organico colmati con l’utilizzo delle risorse disponibili (aumentate con chiamate di personale a tempo determinato) al limite delle possibilità.


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COMMENTI
11/11/2010 - articolo di Guido Gazzoli (Anna Krawczyk)

Dear Guido, congratulations on your article! Anna di Varsavia e Myrna (di Reggio Emilia da 30 anni)

 
07/09/2010 - Non me ne voglia Andrea... (Guido Gazzoli)

L'articolo fa riferimento ai Manager AF che in pratica ormai comandano a Magliana. Questo significa in pratica interi settori che dipendono più da Parigi che da Roma...basta vedere, come a me capitato, quello che succede in certi scali. La questione degli esuberi è ovviamente generale e non solo appartenente agli assistenti di volo. Sono sempre stato un sostenitore dell'unità tra le varie parti che componevano AZ e credo di averlo dimostrato anche nel film "Tutti giù per aria". Noto però con dispiacere che ancora alcuni continuano a fare dei distinguo ormai senza senso, visto che la Compagnia è fallita. Non mi riferisco al tuo giustissimo intervento, Andrea, ma a fatti che mi sono capitati anche di recente. Ad ogni modo mi scuso per il ritardo nella risposta dovuto a mia assenza dal pc per un po' di tempo.

 
03/09/2010 - LA STORIA SI RIPETE - GRAZIE GUIDO! (Z sara)

Caro Guido, complimenti per aver illustrato cosi bene la situazione. Rileggendo il suo articolo, mi e' venuto in mente quanto letto nel libro “Terroni” di Pino Aprile.In particolare, l’episodio della prestigiosa acciaieria di Mongiana sulle Serre calabresi orgoglio del Regno delle Due Sicilie (pp.170-197). “Arrivarono i garibaldini, e per Mongiana fu la fine:ti dicono che quello che sai, quello che sei, l’orgoglio di una competenza inseguita e conquistata non valgono piu’ niente. Ti portano via il mondo in cui riconosci e ti si riconosce la tua misura. Ricordo le parole di Biagi, dopo che fu allontanato dalla Rai,(.) “Per uccidere un uomo, non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”(.)Si agi’ con ferocia, (.) “un capitale tecnico di esperienze fu cancellato di colpo, sebbene sia rimasta ancora per molto tempo l’abilita’ professionale dei Serresi”. Quello che accadde alla siderurgia calabrese, toccoò all’intero Sud:”Nel giro di pochi anni, dopo l’Unita’, l’importante patrimonio industriale del Regno delle Due Sicilie, sminuito a torto, ando’ distrutto e, per la nuova nazione, cio’ ha poi rappresentato un danno irreversibile.” Non e’ stato il Mezzogiorno a perdere quella ricchezza e quell’opportunita’ di crescita, ma l’Italia, che’ l’egoismo, mentre sembra darti nell'immediatoti toglie nel futuro, moltiplicato." Proviamo a sostituire Mezzogiorno con Alitalia e i Garibaldini con i miopissimi governanti e pseudo-patrioti autori della privatizzazione Alitalia.

 
01/09/2010 - ALITALIA E I SALVATORI DELLA PATRIA (andrea carboni)

Complimenti per la puntualità dell'articolo! Che dire anche di tutti quei rami d'azienda che, in questi giorni, si stanno cedendo a Air France, dipendenti esclusi? Ricordiamo che tra i cassaintegrati ci sono numerosissime professionalità anche "di terra", altrimenti sembra che i 6500 (5500 è molto ottimistico) siano solo assistenti di volo e piloti? Ma tanto, visto come va il mercato del lavoro, sembra quasi un previlegio...si potrebbe fare un articolo sociologico sul senso di panico e abbandono che prova una persona che ha lavorato per tanti anni, non raggiunge la pensione e si sente un reietto della società? grazie, di cuore, cari saluti Andrea