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ALITALIA/ I manager francesi si prendono CAI e "lasciano" ai nostri la Legion d'Onore

alitalia_airfrance_1R375_20ago08.jpg (Foto)

È  quanto si evince anche da un interessantissimo articolo apparso sul quotidiano  Il Manifesto dove una tale Irene, hostess, confessa: «Adesso, se volo senza mai fermarmi, arrivo a guadagnare lo stipendio medio di prima. Hai giusto il tempo di tornare a casa, fare la spesa, controllare che in famiglia siano tutti vivi e ripartire». E continua: «Dei 45 giorni di ferie che avevo prima ne sono rimasti 30. A noi però non spettano le feste comandate come per gli altri lavoratori, così se voglio stare a casa a Natale sono giorni di vacanza che perdo. Anche i riposi non sono più inamovibili come prima, possono richiamarmi a lavoro quando vogliono. «Solo che - precisa Irene - il mio stipendio base è più basso con la Cai, così, anche se lavoro come una trottola, la mia pensione sarà più bassa». Un calcolo complicato, probabilmente vicino ai 1.200 euro al mese «dopo trentacinque anni di un mestiere usurante», commenta la giornalista che ha redatto la nota. C’è da precisare che i 30 giorni di ferie citati sono in realtà venti, perchè la postilla che riduce 1 giorno di riposo ogni 3 di ferie nell’arco dell’assegnazione non è stata cancellata.

Irene è insoddisfatta, come moltissimi altri, anche perchè era favorevole all’offerta di Air France: «Avrebbero investito, gli esuberi previsti erano 2.500, con la Cai sono stati seimila (in verità sono arrivate 10.000 lettere di CIGS, ndr). Abbiamo firmato un contratto capestro per il quale siamo diventati carne da macello però, in compenso, ci siamo accollati la Air One di Carlo Toto, un peso morto. Il risultato è che tutti quelli che venivano da una piccola compagnia locale decotta non hanno fatto un giorno di cassa integrazione, anzi hanno avuto una promozione e con dieci anni di esperienza su voli brevi fanno da capo cabina a me che posso insegnare loro il mestiere. La verità è che ci è rimasto dentro il senso di sconfitta come un peso. Non siamo riusciti a ottenere il rispetto che ci è dovuto, spero che non accada ancora ad altri lavoratori».

C’è da dire che il bacino della CIGS Alitalia conta a tutt’oggi di circa 5.500 unità, molte delle quali però alla fine del periodo di CIGS e mobilità non possiederanno i requisiti pensionistici minimi e di conseguenza si troveranno senza lavoro, nonostante le varie promesse fatte da politici vari ed anche dalle mutate strategie aziendali. Ma certo sostituirli con lavoratori stranieri, come nel caso sopra citato, non fornisce una bella immagine di un’azienda che la politica ha fatto credere a milioni di italiani di aver salvato quasi si tratasse, come è stata dipinta, di un’operazione ascrivibile al Risorgimento del nostro Paese.

La sempre più massiccia presenza di manager francesi all’interno di CAI fa pensare che ormai le cose stiano prendendo la piega che tutti sapevano, tanto che pure il quotidiano Il Giornale lo scrive senza tanti giri di parole.
Di italiano sono rimasti gli enormi debiti, il carico del personale estromesso e la flessibilità di quello operante: veramente patriottico, oserei dire meritevole. Sì, ma come già avvenuto in passato per l’ex Ad Mengozzi, della Legion D’Onore.

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COMMENTI
11/11/2010 - articolo di Guido Gazzoli (Anna Krawczyk)

Dear Guido, congratulations on your article! Anna di Varsavia e Myrna (di Reggio Emilia da 30 anni)

 
07/09/2010 - Non me ne voglia Andrea... (Guido Gazzoli)

L'articolo fa riferimento ai Manager AF che in pratica ormai comandano a Magliana. Questo significa in pratica interi settori che dipendono più da Parigi che da Roma...basta vedere, come a me capitato, quello che succede in certi scali. La questione degli esuberi è ovviamente generale e non solo appartenente agli assistenti di volo. Sono sempre stato un sostenitore dell'unità tra le varie parti che componevano AZ e credo di averlo dimostrato anche nel film "Tutti giù per aria". Noto però con dispiacere che ancora alcuni continuano a fare dei distinguo ormai senza senso, visto che la Compagnia è fallita. Non mi riferisco al tuo giustissimo intervento, Andrea, ma a fatti che mi sono capitati anche di recente. Ad ogni modo mi scuso per il ritardo nella risposta dovuto a mia assenza dal pc per un po' di tempo.

 
03/09/2010 - LA STORIA SI RIPETE - GRAZIE GUIDO! (Z sara)

Caro Guido, complimenti per aver illustrato cosi bene la situazione. Rileggendo il suo articolo, mi e' venuto in mente quanto letto nel libro “Terroni” di Pino Aprile.In particolare, l’episodio della prestigiosa acciaieria di Mongiana sulle Serre calabresi orgoglio del Regno delle Due Sicilie (pp.170-197). “Arrivarono i garibaldini, e per Mongiana fu la fine:ti dicono che quello che sai, quello che sei, l’orgoglio di una competenza inseguita e conquistata non valgono piu’ niente. Ti portano via il mondo in cui riconosci e ti si riconosce la tua misura. Ricordo le parole di Biagi, dopo che fu allontanato dalla Rai,(.) “Per uccidere un uomo, non serve togliergli la vita, basta togliergli il lavoro”(.)Si agi’ con ferocia, (.) “un capitale tecnico di esperienze fu cancellato di colpo, sebbene sia rimasta ancora per molto tempo l’abilita’ professionale dei Serresi”. Quello che accadde alla siderurgia calabrese, toccoò all’intero Sud:”Nel giro di pochi anni, dopo l’Unita’, l’importante patrimonio industriale del Regno delle Due Sicilie, sminuito a torto, ando’ distrutto e, per la nuova nazione, cio’ ha poi rappresentato un danno irreversibile.” Non e’ stato il Mezzogiorno a perdere quella ricchezza e quell’opportunita’ di crescita, ma l’Italia, che’ l’egoismo, mentre sembra darti nell'immediatoti toglie nel futuro, moltiplicato." Proviamo a sostituire Mezzogiorno con Alitalia e i Garibaldini con i miopissimi governanti e pseudo-patrioti autori della privatizzazione Alitalia.

 
01/09/2010 - ALITALIA E I SALVATORI DELLA PATRIA (andrea carboni)

Complimenti per la puntualità dell'articolo! Che dire anche di tutti quei rami d'azienda che, in questi giorni, si stanno cedendo a Air France, dipendenti esclusi? Ricordiamo che tra i cassaintegrati ci sono numerosissime professionalità anche "di terra", altrimenti sembra che i 6500 (5500 è molto ottimistico) siano solo assistenti di volo e piloti? Ma tanto, visto come va il mercato del lavoro, sembra quasi un previlegio...si potrebbe fare un articolo sociologico sul senso di panico e abbandono che prova una persona che ha lavorato per tanti anni, non raggiunge la pensione e si sente un reietto della società? grazie, di cuore, cari saluti Andrea