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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Il "doppio abbraccio" che manda in soffitta il modello-Profumo

Alessandro Profumo (ImagoeconomicaAlessandro Profumo (Imagoeconomica

Il problema è ancora in discussione e solo nel Cda del 30 settembre la situazione sarà più chiara. Ma intanto Alessandro Profumo, in questo clima di fibrillazione, sembra "commissariato" dal presidente Rampl e le Fondazioni sono sempre sul piede di guerra. Anche la grande capacità di mediazione di Fabrizio Palenzona, della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, attuale vicepresidente di Unicredit, sembra al momento sottotraccia. Si vedrà nelle prossime settimane. Perché si avvicinano le scadenze di bilancio e le banche devono mettere in conto almeno (così si dice) 13 miliardi di euro di sofferenze per crediti inesigibili delle imprese. Di questi 13 miliardi, Corrado Passera, Ceo di Intesa-San Paolo, ha detto che ben 3 miliardi e 700milioni riguardano la sua banca.


Ora si vorrebbe sapere quanti ne riguardano Unicredit. Anche se è vero che il grande vecchio, Raffaele Mattioli, diceva: "Lei guarda i bilanci della banche? Si vede che è un appassionato di fantascienza". Ma, a parte i paradossi di Mattioli, si sa che Unicredit è una banca molto solida e che tutti i suoi problemi attuali non creano preoccupazioni drammatiche. Forse c'è solo un punto che si dovrebbe chiarire: se è cambiata la filosofia di fare banca, può anche cambiare la guida di una banca che era fino a pochi anni fa all'avanguardia. Oggi quel tipo di filosofia bancaria sembra superata, se non ripudiata. Insomma, può essere che, in Italia, sia superato il "modello Profumo".

 

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