BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SCENARIO/ Pelanda: le banche non danno soldi? Ecco una riforma in 4 punti

La ripresa in Italia è lenta non solo per la ristrettezza della domanda interna ma anche perché il credito appare insufficiente. Cosa va cambiato? Lo spiega CARLO PELANDA

banca_abi_sportelliR375.jpg (Foto)

La ripresa in Italia è lenta per diversi motivi: l’intensità della crisi, il semicongelamento del mercato finanziario ed il fatto che il modello economico italiano, anche per il peso del debito pubblico, non favorisce la crescita e quindi nemmeno le riprese rapide.

 

Nei commenti economici c’è la tendenza a premere sul governo affinché rimuova i blocchi che comprimono la crescita interna. Ed è un punto irrinunciabile per migliorare l’economia. Ma c’è poca attenzione su un fattore che è altrettanto decisivo, se non di più, che riguarda il sistema finanziario: il credito appare insufficiente per sostenere una ripresa forte. Devo usare la parola “appare” perché nei dati aggregati la riduzione del credito non risulta vistosa. E comunque sembra intrecciata ad una minore domanda di capitale da parte degli attori economici. Ma i dati “dalla strada” fanno ipotizzare che il problema sia più grosso. E se lo è veramente, allora c’è un freno finanziario che è priorità assoluta capire e rimuovere.

 

Da quasi due anni ci sentiamo dire che il sistema bancario italiano è solido e che ha resistito meglio di altri alla crisi finanziaria (perché era meno esposto alle operazioni a debito). Tutti noi siamo felici di sapere che le nostre banche non salteranno per insolvenza. Ma nessuno ci sta dicendo quale sia il vero potenziale di credito delle banche stesse. I dati “dalla strada”, appunto, dicono che è poco ed insufficiente in relazione alla domanda. Molti che stanno riprendendo fiducia e che vogliono sfruttare il momento di prezzi relativamente bassi del mercato immobiliare non trovano accesso ai mutui. E ciò deprime la ripresa in un settore vitale per il ciclo economico. Molte aziende, sane o risanate, sono pronte ad investire per cogliere il rimbalzo della domanda globale, ma trovano capitali insufficienti e ciò deprime la ripresa sul lato cruciale - per l’occupazione - degli investimenti.

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo