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FINANZA/ 1. Ecco la vera strategia dei grandi player (ribassisti) di Long Island

Pubblicazione:martedì 14 settembre 2010

goldman_sachs_sedeR375.jpg (Foto)

Per Wien, «solo pochissimi dei presenti hanno dato possibilità all'indice Standard&Poor's di raggiungere i 1200 punti l'anno prossimo». E quindi, dove investono i grandi player? Shortano in patria e in Europa e si lanciano sui seguenti segmenti: «Immobili con destinazione d'uso business, terre a destinazione agricola e Africa», queste le tre parole che Wien ha reso noto ai suoi investitori: insomma, scelte non proprio da «regular investors» ma da strateghi. Esattamente come George Soros, l'unico che al pranzo rituale del 2007 parlava a chiare lettere di recessione e mercato dell'orso: aveva ragione lui. Quest'anno, invece, la visione che abbiamo descritto prima è stata condivisa praticamente all'unanimità: «Nessuno, finito il pranzo, è corso a piazzare un ordine», ha chiosato sornione Wien.


Il problema è che quanto deciso da Long Island non è il futuro, è già il presente. La scorsa settimana, infatti, la Banca Mondiale ha avuto il buon cuore di pubblicare il report che si aspettava da mesi e dal quale si desume che gli acquisti di terreni nelle nazioni in via di sviluppo sono aumentati fino a quota 45 milioni di ettari nel 2009, un salto di dieci punti dai livelli dello scorso decennio. Due terzi, nemmeno a dirlo, si sono registrati in Africa, dove le difese delle istituzioni a scalate e acquisizioni sono più deboli o inesistenti a causa anche della corruzione dilagante. E non si tratta, come si potrebbe pensare, di fondi sovrani del Medio Oriente o della Cina ma anche di fondi occidentali - molti dei quali quotati all'AIM di Londra -, decisi come non mai a battere la concorrenza asiatica verso la nuova frontiera: ovvero, il controllo del suolo su cui scommettere «long» dopo aver shortato i subprime statunitensi.

 

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COMMENTI
14/09/2010 - Il problema sono i politici. (Alessandro Sasso)

Un applauso a Bottarelli per questo articolo di altissimo livello, forse il migliore di quelli da lui scritti dal giorno che lo leggo quotidianamente (un anno circa). Ebbene sì, il problema sono i politici, quelli che vendono la terra che appartiene ai loro popoli per arricchirsi e scappare. L'unica cosa da fare per contrapporsi a questo stato di cose è esattamente ciò che Bottarelli ha fatto scrivendo questo articolo: informare, informare, informare per creare la consapevolezza che siamo tutti nelle mani di una banda di criminali finanziari. Quando terra, acqua e aria finiscono nelle mani di questi delinquenti iniziano le sofferenze dei popoli... fino a quando?

 
14/09/2010 - l'utilità dell'informazione nella coerenza (giorgio cordiero)

Bravissimo Bottarelli, questa è informazione seria ed inequivocabile. Condivido tutto quello che ha scritto, lo trovo utile serio e ben supportato. In questo modo lei rende evidente i motivi ed i disegni del ribasso, conferma una teoria della quale ero a conoscenza, ma che lei sviscera molto bene. Chi oggi la legge ne sa un pezzo in più, senza che lei possa dare adito a dietrologie. Grazie. Questa è informazione e pubblica utilità!