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FINANZA/ 1. Ecco la vera strategia dei grandi player (ribassisti) di Long Island

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«Le terre agricole produttive sono la scommessa di profitto del futuro, ci ho piazzato sopra un grosso stock di liquidità», ha dichiarato Michael Burry, star di «The Big Short». Ovviamente, non tutti i paesi hanno accettato di buon grado questa colonizzazione finanziaria: il Brasile, ad esempio, ha posto un limite per acro alle acquisizione estere di terreni, soprattutto nel Mato Grosso e in Amazzonia. «Le terre brasiliane devono restare ai brasiliani», ha dichiarato Guillherme Cassel, ministro dell'Agricoltura brasiliano in una sorta di deja vù emergenziale delle politica adottata negli anni Settanta dal regime militare per congelare gli acquisti esteri. Poco, però, per far desistere gente come SinoLatin Capital, Goldman Sachs, Harvest Capital o Berkshire Hathaway, la quale vede infatti il suo boss, Warren Buffett, in fase di esplorazione di una venture da 400 milioni di dollari nel business di soia e zucchero con un partner brasiliano (una sorta di prestanome di lusso per aggirare le nuove norme).


L'Argentina sta pensando a una mossa simile a quella dei vicini brasiliani visto che già il 7 per cento del suo territorio è in mano straniere, a partire dai 900mila ettari di proprietà dei Benetton in Patagonia fino alle holdings di George Soros, il filantropo, di Ted Turner e di Joe Lewis, capace di vietare l'ingresso al pubblico allo straordinario «Lago nascosto». Il perché è presto detto: al di là dell'investimento nei futuri granai mondiali, il business attuale per i paesi a grande attività industriale come la Cina è quello di scaricare altrove i costi ambientali della loro crescita a dismisura: le società industriali o «di transizione», come le definisce la Banca Mondiale, stanno perdendo ogni anno 2,9 milioni di ettari di terreni coltivabili.

 

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COMMENTI
14/09/2010 - Il problema sono i politici. (Alessandro Sasso)

Un applauso a Bottarelli per questo articolo di altissimo livello, forse il migliore di quelli da lui scritti dal giorno che lo leggo quotidianamente (un anno circa). Ebbene sì, il problema sono i politici, quelli che vendono la terra che appartiene ai loro popoli per arricchirsi e scappare. L'unica cosa da fare per contrapporsi a questo stato di cose è esattamente ciò che Bottarelli ha fatto scrivendo questo articolo: informare, informare, informare per creare la consapevolezza che siamo tutti nelle mani di una banda di criminali finanziari. Quando terra, acqua e aria finiscono nelle mani di questi delinquenti iniziano le sofferenze dei popoli... fino a quando?

 
14/09/2010 - l'utilità dell'informazione nella coerenza (giorgio cordiero)

Bravissimo Bottarelli, questa è informazione seria ed inequivocabile. Condivido tutto quello che ha scritto, lo trovo utile serio e ben supportato. In questo modo lei rende evidente i motivi ed i disegni del ribasso, conferma una teoria della quale ero a conoscenza, ma che lei sviscera molto bene. Chi oggi la legge ne sa un pezzo in più, senza che lei possa dare adito a dietrologie. Grazie. Questa è informazione e pubblica utilità!