BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 2. Sta in una marca di birra il paradosso della Cina

Cina_DragoneR375.jpg (Foto)


Chiesi se la birra Tsingtao era in qualche modo legata alla città omonima. Gli occhi di Kenny si illuminarono: il birrificio era basato proprio là, nel cuore del distretto industriale. Era stato costruito a inizio novecento da imprenditori bavaresi chiamati a produrre in quella che all’epoca era una colonia tedesca. Kenny concluse con due annotazioni che mi stupirono. La prima: il birrificio originale, nazionalizzato con l’affermarsi del regime, era ancora funzionante. La seconda mi colpì ancora di più: Kenny, avendo ricevuto la possibilità di terminare i propri studi all’estero, aveva scelto l’università di Francoforte, incuriosito da quel paese che cento anni prima aveva costruito un birrificio all’altro capo del mondo, nella sua città natale.

 

Prima di ritornare alla domanda iniziale e magari tentare una risposta, sono necessari un po’ di numeri. Gli economisti che restano scettici sulle capacità del Dragone si basano fondamentalmente su tre dati: il numero di appartamenti sfitti in Cina, il saldo della bilancia commerciale e l’importo di riserve in dollari depositate presso la banca centrale cinese.


Ne aggiungo un quarto, da cui vorrei iniziare l’analisi numerica: il reddito pro capite cinese nel 2010 si assesterà a 3.600 dollari, ben al di sotto di quello giapponese (37.800). Questo primo confronto può apparire ovvio: sebbene il Pil cinese abbia superato quello nipponico, la popolazione del Giappone è una minuscola porzione del miliardo e trecento milioni di persone che oggi vivono in Cina. Tuttavia, questo raffronto permette di mettere a fuoco un aspetto fondamentale: l’unità di misura.


Parlando di Cina, ci siamo ormai abituati a cifre astronomiche: basti pensare che dalle prime riforme del 1978 l’economia del Dragone è cresciuta in media del 9,5% all’anno. Eppure, dicevamo, resta la questione dell’unità di misura: quando confrontiamo dati macroeconomici, qual è il minimo comun divisore di tutti questi numeri? La crisi del 2007 ci ha insegnato che questo elemento irriducibile è l’individuo. Guardati in questa prospettiva, i dati macroeconomici riportati dai cino-scettici aiutano a comprendere quale sfida ci attende, quando parliamo di ripresa.


PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO CLICCA >> QUI SOTTO