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FINANZA/ Si chiama Hindenburg Omen la prova che la recessione è alle porte

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Per questo non sono d'accordo con quanto riporta Bottarelli nel prosieguo dell'articolo, in particolare con le valutazioni sull'Ungheria. Sicuramente la Ue, nei suoi vari commissari o esponenti, faranno forti pressioni sull'esecutivo ungherese, per evitare che la strada scelta dal premier Orban mostri tutta la sua efficacia. Sarebbe uno smacco terribile per l'Europa e per la Bce: l'evidenza di uno stato che, senza l'euro, si difende meglio dalla crisi internazionale e magari ne esce del tutto. La grande arma nelle mani del governo, cioè il potere monetario, è strutturalmente l'elemento di debolezza e di forza di quella situazione. Di debolezza, perché andrà incontro ad una inevitabile svalutazione; ma anche di forza, perché proprio grazie alla svalutazione quel mercato diverrà attraente per i capitali stranieri. A quel punto, la capacità di attrarre capitali dipenderà veramente dalla capacità produttiva del paese.

 

L'unica grossa criticità riguarderà i mutui che gli ungheresi hanno sottoscritto in valuta straniera. Ma anche in quel caso, con una svalutazione della moneta locale in corso, un riscatto degli immobili (necessariamente in valuta locale, svalutata) da parte delle banche straniere non porterà a grossi profitti. Al contrario, il governo potrà sempre intervenire in soccorso delle persone che hanno perso la casa, con opportune politiche sociali, monetarie e fiscali (vedi tassa sulle banche, per cui la Bce e il FMI hanno duramente protestato, ma finora invano). Uno stato padrone della propria moneta potrà sempre operare una opportuna politica economica.

 

Al contrario della Grecia. Hanno salvato (temporaneamente!) quel paese, con massicci interventi monetari. Cioè, lo hanno salvato dal default sul debito accollando nuovo debito. Ma, quello che è veramente grave, non hanno cambiato per nulla le condizioni interne dell'economia. Anzi, mentre la disoccupazione va alle stelle, la classe dei ricchi, in questo periodo, è diventata sempre più ricca. Chi è molto ricco, non avrà mai problemi a spostare i propri soldi o i propri affari all'estero. Anzi, in situazioni di distruzione dell'economia, chi ha disponibilità finanziaria, potrà più facilmente fare affari, comprando a poco prezzo e lucrando sui fallimenti altrui. In ogni caso, non ci sono le condizioni affinché la Grecia possa ripagare il suo debito. La Grecia ha l'euro, non può procedere a svalutazioni per difendere il mercato interno e attrarre capitali esteri.

 

Stesso discorso per l'Irlanda. Hanno l'euro, non possono svalutare (la Germania e l'opinione pubblica tedesca non lo permetterebbe). E le banche irlandesi sono in grave difficoltà. A settembre scadranno bond per 25 miliardi. Si troverà qualcuno pronto ad acquistarli? Che prospettive di crescita può avere l'economia di quel paese? Altrimenti, l'alternativa sarà solo una: un acquisto dei bond da parte della Bce, facendo così carta straccia degli statuti, dei trattati e delle belle intenzioni degli uomini della Bce. Senza contare l'inutilità di simili manovre: nuova moneta debito per coprire il vecchio debito.


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COMMENTI
15/09/2010 - non c'è un solo modello alternativo (Fabrizio Terruzzi)

Il punto debole è che i consumi non possono crescere all'infinito perchè il nostro mondo ahimè è finito. Probabilmente abbiamo già raggiunto il tetto e quindi una politica di crescita per cui piuttosto si sprechino ancora più risorse e si alimentino consumi futili affinchè si crei lavoro per i disoccupati è destinata al fallimento, anche a livello mondiale (cfr gli USA "costretti" a importare e a consumare ad iosa altrimenti tutto si blocca). La politica keyneisana era valida un tempo ora non più, le condizioni di fondo sono cambiate! Come fare? Purtroppo non si ha la minima idea su come governare l'economia, in modo che tutti "mangino", in condizioni di stabilità, senza creare disoccupazione e recessione. Siamo sempre fermi al mito della crescita a tutti i costi, non c'è un solo modello alternativo. Ma se fosse vero che se non cresciamo moriamo allora il nostro destino è segnato.

 
15/09/2010 - Raoul Cremona (giorgio cordiero)

Artista di cabaret, famoso per il suo personaggio "OMEN",che "somatizzava" sempre sul palco di Zelig. La crisi ell'economia reale è stata generata dalla crisi del sistema finanziario e finchè questo non si riprenderà (parlo anche dei corsi azionari) la crisi (leggi recessione, depressione, sacrifici umani, disgrazie, meteoriti, 2012 ecc ecc) NON FINIRA' MAI. La moneta di debito è sempre esistita (occorre SEMPRE tenere presente il sinoraggio). Una moneta locale, magari protezionista ed interattiva con quella sovranazionale, non potrebbe funzionare in un contesto di gobalizzazione. Altro non farebbe che alimetare ulteriore speculazione, spostandola dai derivati (una volta proibiti gli short sellings e le operazionisui CDS) ai cambi. Il mercato dei cambi è sempre stato quanto di più imprevedibile perfino per migliori analisti del mondo: un vero CASINO'. Credo che se di rivoluzione occorra parlare allora l'unica soluzione sarebbe invece quella di un UNICA MONETA GLOBALE (almeno comprendente EURO, DOLLARO E YUAN). Ed è proprio la soluzione che ci verrà prospettata dai POTERI FORTI RIUNITI & AFFINI Spa), i famosi 20 soggetti che governano il mondo e che stanno architettando ad arte tutto quello che sta avvenendo. A) ti creo il problema, B) ti lascio un po' nel panico, C) ti offro la soluzione D) COMANDO IL MONDO. Ieri Bottarelli , parlando del summit di long Iland scopre di fatto una parte del tutto, ma non è che l'inizio. Condivido l'analisi, ma non la cura.

 
15/09/2010 - e quando arrivano gli extraterrestri? (gabriele gatti)

Fantastico! Perchè non si diffonde un comunicato così al Tg delle ore 20.00? Risultato: panico. Allora sì che i commentatori potranno dire la fatidica frase "Ma noi l'avevamo detto!"

 
15/09/2010 - La recessione è già entrata (Diego Perna)

Lei è troppo ottimista e mi riferisco alla conclusione dell'articolo. Le idee si rivoluzionano solo se molti cominceranno a guardare alla realtà, non solo chi lo fa per mestiere e anche per vocazione non sopita, come Lei. Anch’io ho guardato solo al mio lavoro, mi sono interessato di far andar bene la mia piccolissima azienda, la mia famiglia, senza preoccuparmi di politica o economia, credevo nel buon senso dei ns governi, di quanto ci dicevano, e di tutti quelli assoldati a comunicare quanto era opportuno che si sapesse, mentre altri argomenti erano omessi dall'informazione. Oggi la disinformazione è al massimo, si dice tutto ed il suo contrario, si può anche ammettere, è notizia fresca, che ai clandestini per mare si può sparare, compreso donne e bambini, non noi, ma chi paghiamo per farlo, una sorta di killers a servizio. Certo ci saranno smentite e aggiustamenti, ma di fatto così è successo. Prevarrà ciò che noi dovremo sapere, non la realtà, ma ciò che è conveniente al sistema così come avviene per economia, finanza e la moneta di cui Lei è esperto. Non so cosa potrà accadere nei prossimi anni, certo è che se a Cuba licenziano 500.000 dip. pubblici, non mi pare che ci possano essere sistemi di potere migliori. Infatti il punto è che il potere non smette di perdere mai d'occhio, a qualsiasi costo, il mantenimento dello status quo, e così, guarda caso, si salvano sempre le banche e i ricchi. Ci vorrà tempo a che tutto cambi, quanto e a che costi umani, non è prevedibile.