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IL CASO/ Perché le banche popolari aiutano di più le imprese?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Una considerazione che vale a maggior ragione per le Banche Popolari, capaci di assicurare la necessaria copertura creditizia alle PMI in difficoltà e di espandere il volume del credito concesso molto più che nel passato e, a volte, come accennato, anche in proporzioni sorprendentemente elevate e assimilabili a periodi di espansione, piuttosto che di crisi. Un quadro che, come Associazione, non ci sorprende, vista la consapevolezza, da noi sempre affermata, della responsabilità e del ruolo cardine svolto da queste banche nell’ambito dei sistemi produttivi locali. Un ruolo ribadito e documentato da autorevoli centri di ricerca.

 

Recenti analisi, dedicate all’indagine dello specifico ruolo delle Banche Popolari nell’evoluzione dei rapporti tra banche e imprese, mettono in risalto la differente politica delle aziende del Credito Popolare nel corso della lunga stagione di concentrazioni che ha caratterizzato il nostro settore creditizio e che ha visto molte Popolari nel ruolo di protagoniste. L’attenzione per le singole realtà locali delle Popolari non si è indebolita con la nascita di gruppi bancari di tipo federativo, nei quali molte di esse cooperano. La salvaguardia delle anime locali rappresenta certamente uno dei capisaldi strategici nell’espansione delle Banche Popolari e ne è uscita consolidata, stando alle conclusioni, la mission originaria del comparto. Rispetto alle Banche Popolari, infatti, le piccole imprese periferiche dimostrano di subire in misura minore gli eventuali effetti penalizzanti sui rapporti di credito che derivano dall’aumento della distanza tra il centro pensante della banca e le dipendenze a diretto contatto con le imprese. Le Banche Popolari dimostrano, in sintesi, di saper interpretare in chiave sempre attuale quella prossimità relazionale sulla quale hanno costruito il proprio successo sin dalle origini.

 

La misura più immediata di questo successo sarà data, nei numeri, da un ulteriore incremento delle quote di mercato della Categoria ma, non ho dubbi in proposito, le centinaia di migliaia di soci, gli oltre 80.000 dipendenti e tutti gli stakeholders delle Banche Popolari italiane si considereranno premiati solo quando la ripresa di cui sono stati artefici inizierà a dare i propri frutti e l’economia tornerà a girare alla velocità che compete ad un settore produttivo capace e tenace quale è la nostra piccola e media imprenditoria.



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