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Economia e Finanza

FINANZA/ La nuova ricetta per evitare un’altra crisi globale

Le nuove regole di Basilea 3 sembrano destinate a incidere ovunque sulle prospettive di crescita delle imprese e, di conseguenza, sulla ripresa economica. Ci riusciranno? Il commento di UGO BERTONE

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Fino a che punto le regole di Basilea 3 peseranno, in concreto, sulle prospettive della ripresa economica? E, in particolare, sulle prospettive delle piccole e medie imprese? Davvero le banche saranno costrette a rivedere, verso il basso, la loro politica già avara verso l’economia reale? O, al contrario, la montagna ha partorito un topolino che non inciderà sui bilanci dei grandi colpevoli della crisi. Ma anzi, al contrario ha offerto loro un pretesto per dire di no ai clienti commerciali, senza intaccare la speculazione?

 

Domande difficili, che meritano però di essere affrontate. Con un approccio internazionale, perché la partita delle Pmi e della ricaduta politica del loro malessere a seguito della grande crisi va assai al di là dell’orizzonte italiano.

1) Il caso vuole però che, proprio dopo il via libera alle regole di Basilea da parte dei grandi banchieri centrali, riprenda ad avanzare sotto i cieli del Bel Paese, dopo tante battute d’arresto, il progetto della Banca del Sud che, salvo nuove sorprese, potrebbe veder la luce dentro il guscio del Medio Credito Centrale, o Mcc, già istituto a medio termine di Capitalia che Alessandro Profumo cederà volentieri a Giulio Tremonti.

2) Intanto, negli Stati Uniti avanza, con non minor fatica, il progetto di legge a favore delle piccole e medie imprese caro al presidente Obama: il “pacchetto”, che prevede sgravi fiscali e agevolazioni creditizie, ha ottenuto l’appoggio di alcuni esponenti repubblicani, necessario per raggiungere la maggioranza qualificata. Ma la partita resta assai complicata perché, per il gioco dei veti contrapposti, frazioni della minoranza repubblicana hanno collegato l’approvazione del testo a una revisione del “Dream bill”, ovvero il testo che agevolerà l’ottenimento della cittadinanza a una fetta di ispano-americani in Usa da lunga data (e con permesso di lavoro).

E, più ancora, riaffiora il disegno di render permanenti gli sgravi fiscali per i super-ricchi dell’era Bush, che dovrebbero decadere nei prossimi mesi: una spada di Damocle sulla testa dei moderati repubblicani, invariabilmente battuti alle primarie del partito dai candidati dei Tea Party, la valanga dei “no tax”, antipartito che sta travolgendo la geografia tradizionale Usa.

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COMMENTI
17/09/2010 - Come far andar bene l'economia. (claudia mazzola)

Stamane mio marito va a messa, parcheggia, e di corsa si avvia al Santuario della Madonna delle Grazie. Sente chiamarsi "Signore, signore", si volta e vede l'ausiliario che gli dice si è dimenticato il tiket sull'auto. Multa schivata, miracolo per le tasche!

 
17/09/2010 - l'aura fai son vire (il vento fa il suo giro) (giorgio cordiero)

Parafraso il titolo di un film in occitano del 2005 del regista Giorgio Diritti, nel quale si narra la storia di un professore francese che decide di trasferirsi in un paesino italiano, sulle alpi marittime, incontrando prima l'ostilità e la diffdenza degli indigeni per poi finire perfettamente inegrato, portando una ventata di aria nuova, ma sempre antica. Il problema del consenso elettorele lgato al mondo delle piccole medie imprese, è riconucibile al macro argomento delle lobbies: ne esistono di sane e di corrotte, ma in questo caso si parla di lavoro edi produttività. Questo modus opernadi contrasta solo apparentemente con il mondo della finaza, dove la crtolarizzazione elvaggia, la creatività e i derivati (che ri battezzerei de genrati) hanno portatoil mondo sull'orlo del baratro. L'analisi e la ricetta proposte da Bertone sono assolutamente le uniche praticabili. Bravo Bertone..lungimirante. A proposito di fisco mi sembra interessante il decreto attuativo sul federelismo approvato ieri in parlamento dove si prevede che le regioni ottengono la possibilità di avere una maggior manovra sull'adizionae irpef e possano addirittura eliminare l'irap. La linea guida è ottima, occorre vedere in che modo i singoli governatori la vorranno applicare, ma è da qui che si può partire per sviluppare e rilanciare le PMI sul territorio.